Presentata la quarta edizione del Festival del Giornalismo. Ecco il programma.

Organizzata dall’associazione culturale Leali delle Notizie, arriva a Ronchi dei Legionari la quarta edizione del “Festival del Giornalismo”, manifestazione che, come al suo esordio, avvenuto nel 2015, avrà come “palcoscenico” ideale l’elegante piazzetta Francesco Giuseppe I, spazio pubblico, suggestivo e raccolto, racchiuso tra l’auditorium comunale e Villa Vicentini Miniussi sede del Consorzio Culturale Monfalconese, alle spalle dell’auditorium comunale, ma che coinvolgerà quest’anno anche la sala Zappata del Trieste Airport e la salatte di Isa Isontina Ambiente. Presentata sabato nella sala del Consorzio Culturale del Monfalconese, l’iniziativa, dal 5 al 9 giugno, propone una serie di incontri dedicati al rapporto tra mondo del giornalismo e fruitori della notizia, che permetteranno al pubblico di confrontarsi con gli “addetti ai lavori”, che avranno il compito di spiegare come nasce una notizia, come viene cercata, approfondita e divulgata. Gli appuntamenti, presentati e condotti da un giornalista, daranno modo ai protagonisti della scena di rispondere ad alcune domande, di presentare la propria attività e di animare il dibattito su temi di attualità. “Il festival è nato nel 2015, quasi per scommessa ed ora sta raggiungendo dimensioni davvero importanti. Nel corso di 5 giorni ci saranno numerosi incontri e decine di ospiti, un programma che ha richiesto e richiede un grosso lavoro che cerchiamo di svolgere con attenzione e passione, sopratutto per cercare di dare al nostro territorio un prodotto culturale di qualità” ha spiegato il presidente dell’Associazione, Luca Perrino, ricordando che il dibattito sarà dedicato a temi di attualità tra i quali il turismo aperto a tutti, la voce delle minoranze nell’informazione, l’evoluzione della comunicazione radiofonica, i “cold cases” casi di cronaca nera ancora aperti, i cambiamenti della stampa cattolica, il fascino del grapich journalism. Novità dell’edizione 2018 il premio giornalistico dedicato a Daphne Caruana Galizia, la giornalista maltese uccisa in un attentato lo scorso ottobre, che un apposito comitato scientifico assegnerà ad un operatore del mondo dell’informazione che si sia distinto, in Italia come all’estero, con le sue inchieste e le sue ricerche, anche mettendo a repentaglio la sua vita e spesso anche quella della sua famiglia. Il premio, che ha avuto il patrocinio del Parlamento Europeo, verrà consegnato nella serata del 9 giugno nel corso di un incontro che affronterà l’importante tema delle stampa minacciata, degli attacchi anche fisici sferrati ai giornalisti, ricordando quanti hanno perso la loro vita sul campo per mantenere alta l’attenzione nei casi in cui non siano stati ancora individuati i responsabili di queste uccisioni. Per rendere l’importanza del festival, che aderisce al programma di alternanza scuola-lavoro con l’istituto comprensivo D’Annunzio di Gorizia e collabora con Coop Alleanza 3.0 e l’associazione Etra, basta citare alcuni numeri: 5 giornate di festival, 1 spettacolo teatrale/musicale, 1 masterclass sul grapich journalism, 2 mostre fotografiche, 3 presentazioni di libri, 8 incontri/dibattito, 56 ospiti. Alla presentazione del Festival 2018 ha portato il saluto dell’amministrazione comunale di Ronchi, il sindaco Livio Vecchiet. “E’ un festival che sta prendendo piede, apprezzato anche fuori dal nostro territorio. Il lavoro che l’associaizone sta svolgendo è serio e importante e siamo orgogliosi di ospitare questa manifestazione nel nostro comune, che investe con forza nella cultura. Investimento alto ma che rende davvero molto, non solo in termini di indotto, ma anche di pregio”. Da ricordare che gli appuntamenti del festival sono stati inseriti nel programma di formazione dell’Ordine dei Giornalisti-Consiglio Nazionale che contribuiscono all’acquisizione dei crediti formativi. L’iscrizione si può effettuare sulla piattaforma Si.Ge.F.

PROGRAMMA FESTIVAL DEL GIORNALISMO 2018

MARTEDÌ 5 GIUGNO 2018

ORE 20.00- SALA ESPOSIVIVA FURIO LAURI TRIESTE AIRPORT Inaugurazione di “Casette”, mostra della fotografa Katia Bonaventura

ORE 21.00- SALA CONVEGNI FILIPPO ZAPPATA TRIESTE AIRPORT “Turismo e disabilità: il viaggio è un diritto per tutti” Intervengono Roberto Vitali (Presidente di Villageforall), Giampiero Licinio (Presidente Fish FVG) Cristina Schiratti (Presidente di ANFFAS Onlus Udine e componente consiglio direttivo di ANFFAS Nazionale) In collegamento skype Jacopo Melio (Presidente associazione “Vorrei prendere il treno“ ) Introduce e modera Stefano Bizzi (giornalista Il Piccolo)

MERCOLEDÌ 6 GIUGNO 2018

ORE 18.00 – AUDITORIUM COMUNALE “La memoria sbiadita della frontiera. Il libraio di Praga” incontro con Vittorio Giardino Nell’occasione sarà presentato il volume dell’autore “Jonas Fink.Una vita sospesa” Introduce e modera Alessandro Mezzena Lona (giornalista)

ORE 20.00 – PIAZZETTA FRANCESCO GIUSEPPE I – INAUGURAZIONE DEL FESTIVAL DEL GIORNALISMO A seguire – Inaugurazione di “Una goccia di splendore: gli “Ultimi” da padre David Maria Turoldo a Fabrizio De André”, mostra del fotografo Luca D’Agostino

ORE 21.00 – PIAZZETTA FRANCESCO GIUSEPPE I Spettacolo musicale e teatrale “In direzione ostinata e contraria – Fabrizio De André” Parole e musica per un domani, Vivo ricordo di Fabrizio De André e don Andrea Gallo. Spettacolo ideato da Giuseppe Tirelli con l’Associazione Culturale Coro Le Colone e con la partecipazione straordinaria della cantante Luisa Cottifogli

GIOVEDÌ 7 GIUGNO 2018

ORE 18.30 – PIAZZETTA FRANCESCO GIUSEPPE I “Stampa cattolica: un’informazione al passo con i tempi?” Intervengono Giacomo Galeazzi (La Stampa) Marco Tarquinio (Direttore L’Avvenire) Gianfranco Svidercoschi (Vaticanista) Introduce e modera Mauro Ungaro (direttore Voce Isontina)

ORE 20.00 – SALA ISA ISONTINA AMBIENTE Presentazione del libro “Un Papa che divide?” di Gianfranco Svidercoschi. Dialogo con Don Renzo Boscarol. Introduce e modera Hubert Londero (giornalismo Il Friuli)

ORE 20.00 – PIAZZETTA FRANCESCO GIUSEPPE I “Sport e disabilità: il limite non è un ostacolo ma una sfida” Intervengono Emanuele Di Marino e Arjola Dedaj (Atleti paralimpici) Alberto Mazzanti (presidente nazionale Aibxc) Marco Frattini (Podista disabile). Introduce e modera Omar Costantini (direttore news VR1). In collaborazione con COOP ALLEANZA 3.0

ORE 21.00 – PIAZZETTA FRANCESCO GIUSEPPE I “A pista fredda: il delitto di Nada Cella” Intervengono Roberta Bruzzone (criminologa) Roberta Gentileschi (avvocato) Emiliano Boschetti (criminologo forense) Margherita di Biagio (criminologa) Laura Genovesi (avvocato). Introduce e modera Luana de Francisco (giornalista Messaggero Veneto)

VENERDÌ 8 GIUGNO 2018

ORE 18.30 – PIAZZETTA FRANCESCO GIUSEPPE I “La rappresentazione illustrata dei fatti: l’esperienza del graphic journalism italiano” Intervengono: Claudio Calia (autore) Gianluca Costantini (disegnatore e artista visivo) Elettra Stamboulis (art curator.) Introduce e modera Matteo Stefanelli (critico)

ORE 20.00 – PIAZZETTA FRANCESCO GIUSEPPE I Aperitivo letterario con Antonio Caprarica Presentazione del libro “Royal Baby” . Introduce e modera: Pietro Spirito (giornalista de il Piccolo)

ORE 21.00 – PIAZZETTA FRANCESCO GIUSEPPE I “…è che con la radio non si smette di pensare – evoluzione e successo dell’invenzione di Marconi” Intervengono Paoletta e Patrick (Radio Italia) Claudio Micalizio (direttore Radio Monte Carlo News) Paola Gallo (Radio Italia) Guido Corso (Direttore Rai sede regionale Fvg) Federico Morocutti (webradio Radio Tausia). Introduce e modera Margherita Reguitti (giornalista)

SABATO 9 GIUGNO 2018

ORE 11 – AUDITORIUM COMUNALE Masterclass sul Graphic Journalism, in collaborazione con ETRA. “Trasformazioni tecnologiche e mutazione della critica” con Matteo Stefanelli “Inside Graphic Journalism” con Claudio Calia

ORE 18.30 – PIAZZETTA FRANCESCO GIUSEPPE I “Senza dimenticare le proprie radici: il giornalismo delle minoranze linguistiche” Intervengono: Jurji Paljk (Direttore Novi Glas) Hatto Schmidt (caporedattore Dolomiten) Ilaria Rocchi (redattore capo Voce del Popolo e Panorama) Bojan Brezigar (ex direttore Primorski e rappresentante Midas-Minority Dailies Association) Aleksander Koren (direttore Primorski Dnevnik). Introduce e modera Silvia De Michielis (giornalista de Il Friuli)

ORE 20.00 – PIAZZETTA FRANCESCO GIUSEPPE I CERIMONIA DI CONSEGNA DEL PREMIO DEDICATO A DAPHNE CARUANA GALIZIA Presenta Emanuela Bonchino (giornalista Rainews24) sarà presente Corinne Vella, sorella di Daphne Caruana Galizia.

ORE 21.15 – PIAZZETTA FRANCESCO GIUSEPPE I “Scrivere la verità è morire di parole”. Intervengono Vittorio Macioce (caporedattore de Il Giornale) Paolo Borrometi (giornalista Agi e presidente Articolo 21) Vito Rocchelli ed Elisa Signori genitori di Andrea Rocchelli (fotoreporter ucciso in Ucraina) Alessandra Ballerini (Avvocato) Introduce e modera Cristiano Degano (presidente regionale Ordine del Giornalisti)

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Sabato 12 Maggio la presentazione della quarta edizione del Festival del giornalismo

RONCHI DEI LEGIONARI – Torna a giugno la quarta edizione del Festival del Giornalismo di Ronchi dei Legionari. L’evento sarà presentato sabato 12 maggio, alle 11, nella sala conferenze di villa Vicentini Miniussi, sede del Consorzio culturale del monfalconese. Un appuntamento che, lentamente, sta entrando in modo preciso e puntuale nella vita culturale dell’Isontino e punta, con la sempre maggiore qualità di ospiti e di panel di discussione, a diventare punto cardine per quella che è la conoscenza dell’informazione e di coloro che, quotidianamente, stanno dietro ad una scrivania, ad un computer, ad una telecamera. E raccontano non solo il proprio territorio, ma tutto ciò che di bello e di meno piacevole accade attorno a loro. Il mestiere del giornalista, che Montanelli amava bonariamente deridere, è però sempre più in serio pericolo, sia nella sua serietà che nelle modalità in cui viene svolto. Ecco che giunge, sempre più pressante, la necessità di richiamare, per usare un giro di parole, alla professionalità della professione e, al contempo, ad una lettura e visione critica ma più fiduciosa del lavoro dei giornalisti. Da chi produce a chi fruisce, insomma, manca un filo diretto che il Festival, con la sua umiltà ma incessante costanza, cerca di creare. Dal 5 al 9 giugno la Piazzetta Francesco Giuseppe sarà il palcoscenico naturale per i cinque giorni del Festival organizzato dall’Associazione Culturale Leali delle Notizie, durante il quale i numerosi ospiti, più di quaranta, avranno l’opportunità non solo di relazionarsi su determinati temi, ma anche il pubblico avrà modo di interagire e di conoscere giornalisti a livello regionale, nazionale ed internazionale. Il tutto a pochissimi passi dal centro cittadino di Ronchi dei Legionari, nel cuore della Bisiacaria. Un evento imperdibile, che comincia anche a diramarsi su tutto il territorio comunale, puntando anche oltre. Di fatto, la quarta edizione vede non solo la piazzetta ma anche l’auditorium comunale, la saletta di Isa Isontina Ambiente e il Trieste Airport, con la sala espositiva Furio Lauri e la sala conferenze Filippo Zappata. Diciotto gli incontri totali, che si concluderanno sabato 9 con la consegna del premio dedicato alla memoria di Daphne Caruana Galizia, giornalista maltese uccisa ad ottobre perché svolgeva il suo lavoro di reporter scavando dove, per qualcuno, non avrebbe dovuto indagare. Il premio, oltre ad essere consegnato ad un operatore dell’informazione che ha messo a repentaglio la propria vita e quella della propria famiglia, sarà l’occasione per parlare ancora di libera informazione e di giornalisti minacciati ed uccisi. Perché nel 2018 è ancora difficile fare il giornalista puro in piena libertà.

Inaugurata “Refused Dregs” di Adriano Gon per il ciclo “Arteterritorio”

E’ stata inagurata sabato 28 Aprile, nella sala espositiva della sede dell’associazione Leali delle Notizie, la personale di Adriano Gon inserita nel ciclo di “Arterritorio”. La mostra potrà essere visitata sino al 26 Maggio.

La presentazione di Enrico Colussi.

Con la mostra “Refused Dregs” Adriano Gon propone un discorso sulla plastica e sui suoi utilizzi alternativi rispetto a quelli cui siamo abituati oggi. Le sue considerazioni artistiche mi hanno portato a fare una piccola ricerca sulla storia della plastica per conoscere chi sia stato ad inventarla e per capire perché ha avuto questo incredibile successo.

È una storia affascinante, che inizia con l’inglese Alexander Parkes che inventò il nitrato di cellulosa nel 1862: sono dunque oltre 150 anni che l’uomo ha a che fare con questo materiale. Con il passare degli anni gli usi della plastica sono diventati sempre più frequenti e popolari: anche l’Italia ha avuto il suo eroe della materia. Giulio Natta vinse il Premio Nobel per la chimica dopo aver sintetizzato il Polipropilene poi commercializzato col marchio Moplan, che divenne il simbolo del boom economico dell’Italia negli anni Sessanta e che venne immortalato da un celebre pubblicità per la Televisione di Stato.

Le tappe fondamentali per il trionfo della plastica sono state le due guerre mondiali: la scarsità di materie prime ha portato a creare in laboratorio, lavorando con formule chimiche, esperimenti e sintesi quello che la Natura non riusciva più a fornire all’uomo in tempo reale e a basso costo.

La cosa curiosa di questa storia è che la plastica ha avuto successo perché ha sostituito in modo semplice ed economico gli oggetti di origine vegetale e animale che costavano di più ed erano più difficili da lavorare. E quindi per una bottiglia al posto del vetro si è usato il PET, per vestirsi abbiamo trascurato le fibre tessili come il cotone e la lana e ci siamo innamorati delle fibre sintetiche come il poliestere o il pile. Per i mobili della cucina non abbiamo più usato il complicato legno ma la semplice fòrmica, per i dischi ecco il vinile prendere il posto della gommalacca. Abbiamo ricoperto tutto e tutti di nylon, di film, di nastro adesivo, di cellophane e di cerotti. Risparmio, malleabilità, praticità e facilità di riproduzione erano i punti chiave per il trionfo della plastica: ma è stata una grande illusione, si pensava che non servisse più abbattere un albero per avere un tavolo, si pensava che usando la plastica l’ambiente si sarebbe salvato e che la Natura in questo modo ci avrebbe ringraziato. Ed invece non è stato così.

Questa grande illusione la paghiamo oggi. In questi giorni abbiamo letto sui giornali dell’inquinamento degli oceani, dove nuotano, anche a grandi profondità, 51 trilioni di particelle di microplastica. 51 trilioni di particelle: riuscite ad immaginarle? Un trilione è un milione di bilioni, cioè è un miliardo di miliardi: per contare tutti gli zeri che ci sono dentro un trilione ci vuole un poco di tempo. 51 miliardi di miliardi! Per fare un paragone, ricordiamoci che le stelle della Via Lattea sono circa 150 miliardi e che tutti gli uomini e le donne che sono vissuti sulla Terra dall’inizio dell’umanità ad oggi sono 107 miliardi.

A causa di tutte queste microparticelle, ci sono 600 specie animali in pericolo. Ogni anno 8 milioni di tonnellate di plastica finiscono nei nostri mari e questa plastica strangola gli abitanti degli oceani perché toglie loro l’ossigeno. Nell’Oceano Pacifico naviga il Pacific Trash Vortex: è una immensa isola composta da spazzatura che non sappiamo nemmeno quanto sia grande, molti dicono che sia grande come tutto il territorio degli Stati Uniti… E le previsioni per il futuro sono nere: è stato calcolato che nel 2050 negli oceani avremo più plastica che pesci.

Sono dati terrificanti, è quasi difficile capire il reale significato. Siamo circondati dalla plastica e non sappiamo che fare. Per ragionarci sopra, allora, servono gli artisti: nei momenti di crisi e di incertezze della storia dell’uomo sono gli artisti a portare un po’ di luce.

Ecco dunque l’importanza della mostra di Adriano Gon. Le idee di Adriano sono chiare e illuminanti: l’artista ha raccolto la plastica per farla diventare un oggetto nuovo, grazie alla sua arte e al suo entusiasmo nel manipolare gli oggetti. L’oggetto in plastica è un’opera d’arte, una cosa da ammirare e da amare e non più una cosa usa e getta. Adriano ha usato parole chiave con la stessa iniziale: rifiutare, reinventare, ricominciare, riusare, riempire, rinascere, riciclare, ripensare.

La mostra si sviluppa su diversi livelli.

Adriano ha preso gli oggetti in plastica di tutti i giorni, li ha guardati, li ha analizzati e alla fine li ha riempiti con gesso e alabastro, spargendoli su supporti di metallo. Ne è nato un lavoro sorprendente: questi contenitori senza contenuto assumono forme nuove, sono oggetti privati del loro contesto e della loro funzionalità che diventano oggetti diversi e puri. Ed è anche divertente, e fa parte del gioco ideato da Adriano, quello di mettersi lì a cercare di capire che cosa erano questi oggetti, prima di essere trasformati dall’artista.

Un’altro momento della mostra è scandito dalle buste in plastica riempite dai fondi di caffè: mi hanno fatto venire in mente subito due cose, che la polvere del caffè veniva usata sin dall’antica Mesopotamia per indovinare il futuro e in Turchia ancora oggi la caffeomanzia è molto popolare: ci sono questi caffeomanti che controllano i fondi e dicono al bevitore di caffè quale sarà il suo avvenire. I residuati del caffè poi mi fanno venire in mente un’altra cosa, di quando mio nonno, che aveva fatto l’operaio ed era anche contadino, li usava per fertilizzare e purificare i campi. I caffeomanti e i contadini studiano questi scarti che non servono più a nessuno e ne intuiscono il significato e la potenzialità e li usano per predire e per ricreare il futuro.

Un altro settore della mostra è riservato alle scatole luminose (lighting boxes) che raccolgono i fogli di carta carbone di vecchie macchine da scrivere. Le macchine da scrivere non vengono più usate e non vengono più usate neppure le carte carbone. Sono anch’essi degli scarti, ma hanno ancora qualcosa da dire e dicono qualcosa di nuovo. Sottolineate dalla luce, ci sono tutte le parole che quelle persone hanno scritto. Chissà che fine hanno fatto quelle persone. Le loro parole invece sappiamo dove sono, sono qui e le vediamo in controluce. Sono anche questi scarti che vivono una nuova, inedita vita. Mi piace anche il fatto che Adriano abbia usato proprio un oggetto che si chiama carta carbone. Il carbone era il combustibile più importante, una volta, era il motore e l’energia di un mondo antico, che oggi ha trovato nuovi propulsori, come il petrolio che è oggi il nostro motore della vita e che è un altro combustibile fossile che inquina e non sa smaterializzarsi.

Da sabato 28 Aprile, per “Arterritorio” la personale di Adriano Gon

È all’insegna della rivisitazione della materia plastica la mostra “Refused Dregs” dell’artista staranzanese Adriano Gon che sarà inaugurata sabato 28 aprile alle 18.30 nella sala espositiva della sede dell’associazione culturale “Leali delle Notizie” in piazzetta Francesco Giuseppe a Ronchi dei Legionari. La mostra è un viaggio sulle potenzialità dell’arte: Adriano Gon recupera oggetti in plastica che non servono più, li analizza, li manipola, li stravolge utilizzando gesso e alabastro e alla fine ottiene un risultato sorprendente, con pezzi scissi dalla loro destinazione d’uso e capaci di diventare nuovi, puri e affascinanti. “Ho sempre dato importanza- spiega l’artista- alle cose che ho trovato per caso, sulla spiaggia, nelle discariche, sulla strada. Così mi è sembrato significativo descrivere un po’ dell’anima che questi rifiuti conservano soprattutto quando non servono più. Ho voluto lavorare con queste forme con il genere di tributo che si dà a delle cose conosciute, quotidiane, ordinarie. Ne è risultato un lavoro che si esprime di più del contenuto che del contenente, attraverso una indagine estetizzante che racconta la ricchezza della quotidianità.” Inserita nel ciclo “Arte e Territorio”, sostenuto dal contributo della Banca di credito cooperativo di Turriaco e promossa dall’ Associazione Culturale Leali delle Notizie, la mostra rimarrà aperta sino al 26 maggio con i seguenti orari: mercoledì dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19, giovedì e venerdì dalle 17 alle 19, sabato dalle 10 alle 12. Adriano Gon è nato nel 1957 a Staranzano e vive a Trieste. Formatosi all’Istituto d’Arte di Gorizia con Miela Reina, Agostino Piazza e Cesare Mocchiutti, muove i primi passi nel settore del design grafico prima di entrare nei celebri studi milanesi del cartoonist Bruno Bozzetto, concentrandosi sulla realizzazione scenografica dei cortometraggi per programmi televisivi come il popolare “Quark”. Inizia a illustrare libri per bambini pubblicando per i tipi della Schneider Buch di Monaco di Baviera. Da metà anni Ottanta per quasi otto anni vive a Londra dove affina il suo tratto, che lo porta a collaborare come illustratore per le più prestigiose case editrici internazionali e che gli consente di lavorare con scrittori notissimi come Susanna Tamaro, Vivian Lamarque, Anne Fine. Le diverse esperienze maturate nei molteplici campi dell’attività grafica ed artistica influenzano la sua ricerca verso diverse tecniche espressive, dalla calcografia alla pittura, performance ed alle installazioni. Da molti anni si dedica con maggior attenzione alla produzione ed alla realizzazione di progetti multimediali in collaborazione con altri artisti per un più vasto e sperimentale utilizzo dei linguaggi visivi contemporanei. Da allora ha realizzato un centinaio di mostre tra personali e collettive, ed i suoi lavori vengono esposti e pubblicati in diversi paesi quali Italia, Croazia, Slovenia, Bosnia, Spagna, Repubblica Ceca, Inghilterra, Germania, Usa, Messico e Corea del Sud.

Grande successo per la seconda edizione di Librinfesta. Il pubblico ha risposto

RONCHI DEI LEGIONARI – Una giornata tipicamente estiva ha salutato, sabato 21 aprile a Ronchi dei Legionari, la seconda edizione di Librinfesta, l’unica manifestazione organizzata in regione in occasione della giornata mondiale del libro. Una kermesse lunga ben 10 ore, sapientemente promossa dall’amministrazione comunale e dalla biblioteca Sandro Pertini, che ha richiamato in città una trentina di stand dedicati all’editoria nelle sue diverse sfumature. Nelle vie del centro chiuso al traffico, scelta che qualcuno non ha salutato in maniera positiva, si sono sviluppati i corner delle associazioni locali, della consulta comunale della cultura, del consiglio comunale dei ragazzi, ma anche di case editrici e di coloro i quali fanno trovare sulle loro bancarelle ogni tipo di libro, anche di quelli che sono ormai introvabili e che tanti estimatori ricercano con ansia. Assieme a ciò le novità editoriali, quattro ospiti d’eccezzione che hanno riempito l’auditorium, le visite guidate all’antiquarium, a villa Vicentini Miniussi, alla villa romana di via dei Raparoni. E, ancora, le letture per i bambini e per i più grandi e persino un gioco dell’oca a sfondo letterario. Insomma un’intera giornata dedicata a quello che è il compagno di tante ore della nostra vita, il libro appunto, che, in questa edizione di Librinfesta, ha accompagnato anche l’inedita gara di book sharing tra gli esercizi pubblici locali, oltrechè al concorso ventrine. Chi non si è fatto sfuggire questa occasione, e sono stati davvero in tanti, ha potuto godere di una giornata davvero interesante e stimolante. Tantissimi bambini hanno salutato l’arrivo dell’eclettica Nicole Orlando che, presentata da Donatella Manià, ha fatto comprendere che la disabilità non è un ostacolo, gli appassionati hanno potuto immergersi nella coinvolgente storia dell’ultimo romanzo di Pietro Spirito, mentre se da un larto Enos Costantini ha permesso di capirne di più su quello che è un frutto simbolo del territorio, l’uva, la popolarità e saggezza di Moni Ovadia ha stregato il pubblico presente. E, ancora, non sono passati inosservati i nuovi reperti storici che hanno arricchito e resa unica in regione la collezzione dedicata a Gabriele D’Annunzio. “Umberto Eco ha detto bene. Chi non legge a 70 anni avrà vissuto una sola vita: la propria. Chi legge – sono state la parole del sindaco, Livio Vecchiet – avrà vissuto 5000 anni. C’era quando Caino uccise Abele, quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava l’Infinito, perché la lettura è l’immortalità all’indietro. Di cultura e conoscenza tutti quanti noi ne abbiamo sempre bisogno, perché sono le fondamenta intellettuali di ogni essere umano. E su questi presupposti noi costruiamo il nostro percorso culturale che passa anche attraverso questa manifestazione che non potrà che avere un garande domani. Una giornata completamente dedicata alla cultura, ai libri, con la quale si vuole sottolineare l’importanza fondamentale che ancora oggi i libri svolgono nella crescita culturale in ognuno di noi”.

Librinfesta: sabato 21 aprile la seconda edizione

RONCHI DEI LEGIONARI – Nicole Orlando, Pietro Spirito, Enos Costantini e Moni Ovadia. Saranno questi i quattro big dell’editoria protagonisti, sabato 21 aprile a Ronchi dei Legionari, della seconda edizione di “Librinfesta”, la lunga kermesse dedicata al libro ed alla lettura che, unica in regione, precederà la Giornata mondiale del libro. Un contenitore di eventi, non solo presentazioni, ma anche laboratori, visite guidate, letture animate, stand di librerie e case editrici ed un ricchissimo mercatino dell’usato che, promosso dall’amministrazione comunale, dalla biblioteca, dall’associazione culturale Leali delle Notizie e dal Consorzio culturale del monfalconese, terrà banco nel centro storico cittadino dalle 9.45 alle 19. Quattro, come detto, le presentazioni, tutte all’auditorium, mentre gli stand si svilupperanno tra androna Palmada, piazza dell’Unità d’Italia e piazzetta dell’Emigrante. Alle 10 Nicole Orlando presenterà “Vietato dire non ce la faccio”, mentre alle 11.30 protagonista sarà Pietro Spirito con “Il suo nome quel giorno”, mentre alle 16 toccherà ad Enor Costantini con “Storia del vino, della vita e dei vitigni nella nostra regione”. Gran finale, alle 18, con Moni Ovadia e con il suo “Alla ricerca del senso perduto”. Ma, come detto, per tutta la giornata sarà un susseguirsi di eventi, che toccheranno, alle 17, anche piazza Oberdan con un gioco dell’oca con le favole per i bimbi dai 6 agli 8 anni. “L’Italia è il fanalino di coda per quanto riguarda la lettura – ha detto il sindaco, Livio Vecchiet – e noi cerchiamo nel nostro piccolo di invertire la tendenza. Continuiamo a recitare un ruolo da protagonisti nella speranza che sempre più persone si avvicino alla cultura”. “L’evento ha una sua specificità – ha ricordato l’assessore alla cultura, Mauro Benvenuto – perché punta anche a valorizzare gli aspetti culturali del territorio comunale”. Novità dell’edizione 2018 anche il booksharing tra gli esercizi commerciali, “Per coinvolgere il pubblico ed invogliarlo ad entrare”, ha sottolineato l’assessore al commercio Marta Bonessi, a cui ha fatto eco il presidente della commissione cultura, la consigliere Erika Battistella, “Un’ottima iniziativa per far sentire piazza Unità il centro della città e per valorizzare il tessuto commerciale”. Durante tutta la giornata saranno poi visitabili alcune mostre. A villa Vicentini Miniussi “La guerra della Domenica”, una finestra sulla Grande Guerra con le illustrazioni di Achille Beltrame, le memorie della tratta dei cefali (mostra e video realizzato per il Geoportale della cultura alimentare), “Storie resistenti e altre memorie” – documentari e video testimonianze sulla Resistenza e le opere di Alberto Delbianco. In piazza dell’Unità e nella piazzetta della biblioteca saranno allestiti il mercatino libri usati, gli stand delle librerie e case editrici, gli stand della consulta culturale ronchese, quello dela consulta dei ragazzi e quelli delle associazioni locali, Il museo Antiquarium e la biblioteca “Sandro Pertini” saranno aperti dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 19, mentre gli esercizi commerciali che partecipano al concorso di Librinfesta allestiranno le proprie vetrine sul tema del libro e della lettura.

Inaugurata “Installazione”, la personale di Nicoletta Leghissa

RONCHI DEI LEGIONARI – E’ stata inaugurata sabato, alla presenza di ben 90 persone, “Installazione”, la personale di Nicoletta Leghissa allestita nella saletta espositiva della sede dell’associazione Leali delle Notizie di Ronchi dei Legionari. La mostra, inserita nel ciclo Arte e Territorio sostenuta dalla Banca di credito cooperativo di Turriaco e dalla Tabaccheria Finatti, potrà essere visitata sino al 14 aprile, aperta il mercoledì, dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19, il giovedì e venerdì, dalle 17 alle 19 ed il sabato, dalle 10 alle 12. E’ stato il direttore artistico di Arte e Territorio, Salvatore Puddu, a presentare l’autrice, mentre sono intervenuti, tra gli altri, l’assessore regionale, Sara Vito, l’assessore comunale alla cultura, Mauro Benvenuto ed il sindaco di Staranzano, Riccardo Marchesan. Nicoletta Leghissa ha frequentato l’Istituto d’Arte Max Fabiani di Gorizia, si specializza in seguito nelle tecniche calcografiche. Successivamente segue un corso di media pubblicitari a Udine conseguendone il perfezionamento. Ha collaborato alla realizzazione di alcuni murales. Oltre alla pittura e installazioni, si dedica assieme al gruppo “Transmedia Arti Visive”, all’organizzazione di manifestazioni artistiche internazionali. Vive e lavora a Staranzano. Numerose le sue esposizioni sia a livello nazionale che internazionale.

La presentazione di Salvatore Puddu

Nicoletta Leghissa è un’artista tra le punte più avanzate nel campo delle arti figurative di questo territorio. Il progetto che presenta e che vedremo questa sera entra bene in sintonia con lo spirito di questa rassegna che riguarda l’installazione d’arte.

Penso che uno dei punti di forza di Nicoletta Leghissa è la sua costanza e determinazione nella ricerca e nell’evoluzione del suo linguaggio artistico. Un linguaggio supportato dalla padronanza delle tecniche sia tradizionali ( grafica, disegno, pittura ) che tecnologicamente avanzate.

Con una intelligente capacità di sintesi, l’artista sonda a 360° il rapporto dell’uomo con tutto ciò che lo circonda Lei stessa dice:

L’insieme di lavori inerente questo periodo, vanno interpretati come lettura e definizione di un ciclo operativo in corso di ideazione, che ha posto un attenzione particolare sull’originarsi e connotarsi della sconfinata fonte di energia e di nutrimento emotivo, che il mistero della natura e della vita contengono. Particolare rilievo assume il valore al senso e alle ragioni delle dinamiche che costituiscono lo sviluppo dei rapporti di connessione tra l’articolarsi della natura, quale potenza generatrice e matrice di valori primordiali, e la presenza umana.

E poi ancora: Il Cosmo è l’espressione di un Tutto organizzato e ordinato. Ogni cosa nell’Universo, a livello macrocosmico e microcosmico, è disposta secondo un preciso equilibrio, regolato dalle leggi generali. Originati da un caos primordiale gli elementi (fuoco, aria, acqua, e terra) sono alla base dell’ordine delle cose e dell’organizzazione dell’Universo. Ogni elemento non può esistere senza l’altro, avendo la capacità di mutarsi l’uno nell’altro. L’antica filosofia e la tradizione di tutti i tempi affermano che l’universo fisico è costituito da quattro elementi ovvero: la terra l’elemento solido, l’acqua quello liquido, l’aria gassoso e il fuoco l’elemento energetico.

E come tutte le altre cose anche l’uomo è costituito dalle stesse entità: la Terra corrisponde al corpo fisico, l’Aria alla forza vitale, l’Acqua ai liquidi che compongono l’organismo e il Fuoco all’energia motrice e attiva.

Il mondo tecnologico entro cui ci muoviamo e rapportiamo è diventato ormai il nostro contesto “naturale”, dominato da una cultura fortemente visiva. Forse per la prima volta la tecnologia potrebbe diventare abbastanza “sofisticata” da ritornare alla natura, intesa non solo come modello “da imitare” o flusso di materia/energia da utilizzare, ma come modello operativo.

L’azione – che si svolge a livello virtuale – del lento “tirare” o “cucire” lo spago, indica la necessità di creare flussi e relazioni sostenibili tra i sistemi biologici e tecnologie, per garantire l’essenziale stabilità e armonia di ecosistemi urbani e comunque degli insediamenti ecologicamente e socialmente validi.

Le immagini video si compenetrano ai diversi elementi dell’istallazione, evidenziando uno scenario in cui materia organica e elettronica mantengono le loro qualità integrandosi, dando vita ad un racconto cinetico e mutevole che si evolve e cresce continuamente, come il ciclo perenne della vita e della natura.

Il percorso porta alla prospettiva di una visione ideale, estesa all’attitudine poetica di incontro con la realtà, di spazio comune, una soglia in cui il rapporto tra natura, tecnologia e umanità si sintetizzi e si raffiguri in una coscienza globale dell’insieme terrestre.