Ancora alcune immagini del nostro Festival

Proponiamo alcune immagini di Katia Bonaventura sulla quarta edizione del Festival del Giornalismo. L’evento, curato dall’associazione culturale Leali delle Notizie, tornerà dall’11 al 15 Giugno 2019.

Grazie a tutti!!!

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Il bilancio del Festival del Giornalismo dalla penna di Beatrice Branca

Pubblichiamo il positivo resoconto della quarta edizione del Festival del Giornalismo apparso martedì 12 Giugno sulle pagine de Il Piccolo a firma di Beatrice Branca.

RONCHI DEI LEGIONARI – La quarta edizione del festival, organizzata dall’associazione culturale Leali delle Notizie, ha chiuso quest’anno con più di 2000 partecipanti. Cinque giornate dedicate non solo al giornalismo, ma anche ad altre espressioni culturali, quali due mostre fotografiche, uno spettacolo, presentazioni di libri e fumetti. “Questo festival non può che riempire di orgoglio la nostra amministrazione. – afferma il sindaco di Ronchi Livio Vecchiet – Abbiamo bisogno di giornalisti che lavorino a favore della società e della comunità, capaci di vivere il territorio, interpretarne le difficoltà quotidiane e i sentimenti dei cittadini.”

Ben 56 ospiti hanno aderito quest’anno all’iniziativa, senza contare altrettante 50 persone tra i coristi e i musicisti dell’Associazione Culturale Coro Le Colonne che, con il proprio spettacolo “In direzione ostinata e contraria – Fabrizio De Andrè”, hanno attirato un vasto pubblico che ha occupato l’intera piazzetta Francesco Giuseppe I.

Ronchi dei Legionari è stata in questi giorni non solo centro di divulgazione culturale e giornalistica, ma ha anche avuto un riscontro positivo nel settore economico. La maggior parte degli ospiti ha infatti raggiunto il festival con i mezzi offerti dal polo intermodale: 10 ospiti hanno viaggiato in aereo, ma la maggior parte, 30 persone, hanno preferito il treno, sfruttando così il nuovo collegamento ferroviario.

Ben 40 ospiti hanno pernottato nelle strutture dell’Hotel Furlan, dell’Hotel Major e del Cherry Tree Lane B&B di Ronchi dei Legionari, dell’agriturismo Le Giarine di Fogliano e del B&B L’Ormeggio di Monfalcone. I locali GM Pub, Bacer, Palmada e Villa Blasich invece hanno aperto le proprie cucine a 66 persone. Nelle cinque serate del festival erano inoltre presenti i due chioschi della Pro Loco di Ronchi e del Gandin Marcellino di San Pier d’Isonzo con prodotti enogastronomici. Non è mancata inoltre al festival la partecipazione della libreria ronchese Linea d’Ombra che è riuscita a vendere circa 200 libri. L’incontro più proficuo, che ha riempito l’intero auditorium di Ronchi, è stato quello di venerdì con Caprarica e il suo Royal Baby: nemmeno il brutto tempo ha fermato la gente che ha fatto la fila per acquistare e farsi autografare il libro.

La serata di chiusura è stata una delle più popolate del festival con il premio dedicato a Daphne Caruana Galizia, giornalista maltese uccisa l’ottobre scorso. Il riconoscimento è stato consegnato dalla sorella di Daphne, Corinne Vella, a Federica Angeli, giornalista di La Repubblica, che indaga sulla mafia di Ostia.

Grande collaborazione è stata offerta per il festival anche da parte di enti privati come S.C.A. Montaggi, Domini Legnami, Calligaris Srl, Geoclima , BCC Staranzano-Villesse e di Turriaco, il Comune di Fogliano-Redipuglia e la sua Pro Loco che era presente alla manifestazione col suo stand. Non sono mancati inoltre aiuti anche da parte di 7 ragazzi dell’alternanza scuola – lavoro del D’Annunzio-Fabiani di Gorizia e da un’altra volontaria. “E’ stata una bella soddisfazione – affermano gli organizzatori – il nostro impegno sarà quello di far crescere il festival ogni anno.”

La manifestazione è stata molto seguito perfino sui social con 9000 visualizzazioni, 3500 interazioni e 63 nuovi mi piace alla pagina dell’associazione. Anche il pubblico è rimasto entusiasta dell’iniziativa e ha riscontrato un miglioramento nell’organizzazione dell’evento. “Questa piccola associazione è riuscita a fare cose grandi. – afferma l’assessore alla cultura di Ronchi Mauro Benvenuto – Le ali hanno preso il volo e hanno saputo far breccia nelle proposte, ma sono state leali, sincere e disponibili e ci hanno messo il cuore.”

Beatrice Branca

GRAPHIC JOURNALISM

Una delle grandi novità del festival è stata la presentazione del Graphic Journalism, il racconto della verità attraverso il fumetto e applicato a lavori di inchiesta giornalistica. Venerdì era infatti presente un panel dedicato a questo modo particolare di fare giornalismo unendo disegno e parole e moderato dal critico Matteo Stefanelli. I protagonisti dell’incontro erano Claudio Calia, autore di diverse opere quali “Porto Marghera”, “Dossier TAV” e “Kurdistan. Dispaccio dal fronte iracheno”, Gianluca Costantini disegnatore e artista visivo assieme all’art curator Elettra Stamboulis con cui ha prodotto alcuni lavori quali “Il diario segreto di Pasolini”, “Cena con Gramsci”. Dopo l’incontro era possibile acquistare una delle opere degli artisti e farsi fare un autografo con un loro disegno. L’associazione Leali delle Notizie, in collaborazione con l’associazione culturale ETRA di Monfalcone, ha inoltre organizzato due masterclass il sabato mattina dedicati agli appassionati di fumetto. Il primo incontro, “Trasformazioni tecnologiche e mutazione della critica”, era tenuto da Matteo Stefanelli che ha spiegato come la critica nel corso della storia sia cambiata assieme ai mezzi di comunicazione per diffonderla. Il secondo incontro invece, “Inside Graphic Journalism”, tenuto da Claudio Calia, ha dato modo ai partecipanti di conoscere le origini del fumetto sfruttato sulle testate dei quotidiani. Il fumetto è un genere che si è poi evoluto e ha preso strade diverse: da un lato ha continuato a comparire sulla carta stampata, dall’altro è diventato un genere autonomo, capace di narrare anche la letteratura, da qui la nascita del graphic novel, le storie di supereroi, distaccandosi dunque dalla dimensione reale. Il graphic journalism rimane uno strumento ancora efficace per raccontare delle inchieste, specialmente per curare l’approfondimento di alcuni fatti attraverso la rappresentazione delle persone intervistate disegnate e la trasmissione della loro testimonianza con le parole.

Beatrice Branca

Il successo del Festival del Giornalismo nelle parole del sindaco Livio Vecchiet

Proponiamo, di seguito, l’intervento pronunciato dal sindaco, Livio Vecchiet, in occasione dell’inaugurazione del Festival del Giornalismo 2018.

Buonasera a tutti, porto il saluto dell’amministrazione comunale e di tutta la nostra comunità.

Questa sera parte la quarta edizione del festival del giornalismo, un festival partito quattro anni fa in sordina, ma con tanto entusiasmo, con poche risorse economiche, da parte dell’associazione Leali delle Notizie, senza pretese.

In realtà questo entusiasmo ha dato in pochi anni i suoi frutti e questi incontri culturali col passare degli anni, hanno avuto una grande risonanza nazionale, tanto che molti giornalisti da tutta la nostra nazione hanno chiesto di partecipare e intervenire sui temi che di anno in anno vengono qui sviluppati.

Questo festival non può che riempire di orgoglio la nostra amministrazione, in quanto Ronchi dei Legionari è una cittadina di 12.000 abitanti e nel campo culturale, ma non solo, continua ad esercitare grande richiamo nel nostro mandamento, sia con questo festival, che con le continue rassegne culturali durante le stagioni, che richiamano migliaia di persone, riempiendo tutte le sere il nostro piccolo auditorium e questa piazzetta

Ma non basta. Ronchi dei Legionari si colloca con la nostra biblioteca ai vertici tra le biblioteche nazionali per prestiti librari e tutto questo ha fatto in modo che per la seconda volta al nostro comune sia stato conferito il titolo di città che legge. Questi sono segnali importanti, vuol dire che la cultura è diventata un’esigenza per i nostri cittadini e noi, per quanto possibile, cerchiamo di rispondere come da tradizione con le nostre rassegne culturali e ampliare sempre di più questa l’offerta culturale.

Tornando al festival segnalo la grande sensibilità degli organizzatori che quest’anno hanno voluto istituire il premio in memoria di Daphne Caruana Galizia, una giornalista maltese morta in un attentato. Un premio che vuole sottolineare che i giornalisti, quando svolgono un lavoro di ricerca della verità, non sono graditi, anzi vanno fatti tacere e purtroppo qualche volta eliminati. E’ inamissibile nei nostri Paesi che si definiscono democratici.

Troppe volte si vorrebbe una stampa controllata e soggetta ai poteri, mentre noi abbiamo bisogno di una stampa libera, obiettiva, in grado di farci apprendere notizie, verità che ancora troppe volte si vogliono nascondere.

Abbiamo bisogno di giornalisti che lavorino a favore della società e della comunità, giornalisti capaci di vivere il territorio, capaci di interpretare le difficoltà quotidiane, ma anche i sentimenti dei cittadini.

Ma abbiamo bisogno di giornalisti che siano anche capaci di abbassare i toni ai tanti che invece vogliono vivere le notizie da protagonisti, con grandi annunci che troppe volte si rivelano pura demagogia e populismo, anche a livello locale.

Non mi resta che ringraziare Luca, Cristina, Ivan che sono l’anima di questo festival, assieme ai loro collaboratori. Auspico che il loro impegno e il loro grande senso di appartenenza a Ronchi dei Legionari, li porti a nuovi e ulteriori successi.

Buon festival e buona serata a tutti.

07.06.2018 Inaugurazione festival del giornalismo-Ronchi dei Leg

Festival del Giornalismo: il plauso dell’assessore alla cultura Mauro Benvenuto

Complimenti e complimenti all’associazione Leali delle Notizie, complimenti a Ronchi dei Legionari. Questi i commenti che ho avuto modo di sentire durante le 5 giornate del Festival del Giornalismo di Ronchi dei Legionari da parte di tutti gli ospiti intervenuti. Un’ idea straordinaria e di grande sensibilità è stato il premio in memoria di Daphne Caruana Galizia e patrocinato dal Parlamento Europeo, assegnato alla nota giornalista Federica Angeli. Una partecipazione di pubblico molto ampia con un segnale forte di interesse, questo è quello che mi sento di dire alla luce dei temi affrontati, degli speaker presenti e della ricchezza dei contenuti. A mio giudizio personale credo che l’associazione culturale vhe ha promosso il Festival ed il premio, questa piccola associazione, è riuscita a fare cose grandi. Partendo dal suo nome, Leali, ha preso il volo, ha saputo far breccia nelle proposte, ma i suoi aderenti sono stati leali, sono stati sinceri, disponibili, ci hanno messo il cuore. Come amministrazione comunale crediamo molto nella cultura e la collaborazione, l’intesa che c’è stata in queste giornate lo ha dimostrato. Voglio ancora ringraziare il direttivo dell’associazione, la tenacia e il suo coraggio, ma non voglio dimenticare di ringraziare anche tutti i nostri dipendenti comunali he hanno permesso, attraverso il loro lavoro e la loro disponibilità, che il Festival del Giornalismo diventasse un evento cosi ben riuscito.

Conclusa la quarta edizione del Festival del Giornalismo

RONCHI DEI LEGIONARI – Un pubblico davvero imponente, attento ed emozionato, ha fatto da corollario, sabato sera a Ronchi dei Legionari, alla consegna della prima edizione del premio dedicato a Daphe Caruana Galizia, la cronista maltese uccisa nell’ottobre scorso, promosso dall’associazione culturale Leali delle Notizie ed inserito nella quarta edizione del Festival del Giornalismo. A vincere la prima edizione, scelta da un comitato scientifico all’interno di una griglia di candidati, è stata la giornalista Federica Angeli, che da molti anni combatte dalle pagine del quotidiano La Repubblica la mafia ostiense, ricevendo minacce e dovendo per questo vivere, prmai dal 2013, sotto scorta. A condurre la serata la giornalista di Rainews24, Emanuela Bonchino, mentre la sorella di Daphne, Corinne Vella, ha fisicamente consegnato il premio, un’opera in ceramica reazlizzata dall’artista Michele Petruz. Emozionatissima Federica Angeli che ha ripercorso le tappe della sua lunga battaglia non ancora giunta al termine. “I giornalisti non devono essere degli eroi – ha sottolineato Corinne Vella durante il suo intervento – ma persone normali che fanno il proprio lavoro. E’ necessario che tutti stiano vicino ai giornalisti, possibilmente davanti a loro per proteggerli”. Presente alla cerimonia, tra gli altri, l’eurodeputata Isabella De Monte. Il Festival ha ottenuto l’alto patrocinio del Parlamento Europeo. “Il buon giornalismo – sono state le sue parole – rappresenta uno strumento insostituibile di lettura e monitoraggio della realtà, stimolo per le classi dirigenti e voce dei territori. Per la politica deve essere interlocutore franco, a garanzia della società tutta. In una realtà dominata dai social network, in cui tutto sembra notizia ma in realtà spesso non corrisponde a vera e corretta informazione, il ruolo della stampa diventa ancora più importante. Eventi come il Festival del Giornalismo di Ronchi dei Legionari – ha continuato – rappresentano quindi momenti preziosi di confronto e riflessione, e contribuiscono a far sentire la voce di quanti, in ogni città e in ogni settore, non intendono piegarsi alle logiche del malaffare, dell’ingiustizia e della prepotenza. Per la nostra regione è motivo di orgoglio”. La serata, in una piazzetta Francesco Giuseppe gremita fino all’orlo, ha visto poi la conclusione con il panel “Scrivere la verità è morire di parole”, con gli interventi di Vittorio Macioce, caporedattore de Il Giornale, Rino Rocchelli ed Elisa Signori, i genitori di Andrea Rocchelli, fotoreporter ucciso in Ucraina, l’avvocato Alessandra Ballerini ed il presidente della Federazione nazionale della stampa italiana, Giuseppe Giulietti. A moderare il presidente dell’ordine dei giornalisti del Friuli Venezia Giulia, Cristiano Degano. L’uccisione di Daphne Caruana Galizia, giornalista e blogger maltese, ha scosso duramente la società civile internazionale e in particolare gli organi di informazione e i giornalisti di tutto il mondo. Ed è questo che ha spinto l’associazione ad interpellare la famiglia per indirre il premio, con la volontà di onorare la memoria, il coraggio e il lavoro di Daphne riconoscendo il lavoro e il coraggio di un operatore del mondo dell’informazione che si sia distinto, in Italia come all’estero, con le sue inchieste e le sue ricerche, mettendo a repentaglio la sua vita e spesso anche quella della sua famiglia “solo” cercando di svolgere con onestà il proprio lavoro.

Qui sotto alcune immagini scattate da Katia Bonaventura.

Presentato il libro “Casette”

E’ stato presentato nei giorni scorsi il libro “Casette” edito dalla nostra associazione. Qui sotto proponiamo l’articolo pubblicato sul quotidiano “Il Piccolo” e scritto da Ciro Vitiello.

RONCHI DEI LEGIONARI.  «Delle case Pater e del loro futuro non sappiamo niente. Non ci sono risorse. Negli ultimi vent’anni, inoltre, c’è stata una profonda crisi del mercato dell’edilizia e Ronchi dei Legionari non ne è stata immune. Diverse lottizzazioni sono rimaste lettera morta. Ci sono lottizzazioni ferme da 10-15 anni, mancano ipotetici acquirenti di case e pochissime le grandi lottizzazioni che partono e anche queste grandi imprese non hanno risorse finanziarie importanti. Solo negli ultimi anni ci sono stati una decine di progetti delle “Casette” che non hanno avuto alcun risultato». Casette significa case Pater e significa uno dei punti neri dell’urbanistica di Ronchi dei Legionari. Una lunga storia di straordinaria burocrazia che investe un villaggio sorto addirittura nel 1934. Le parole tra virgolette sono quelle pronunciate dal sindaco di Ronchi, Livio Vecchiet, alla recente presentazione del libro, nell’affollata sala consigliare del municipio ronchese, “Casette. Ronchi dei Legionari”, scritto a quattro mani da Luca Perrino e Cristina Visintini e corredato dalle fotografie molto curate di Katia Bonaventura, edito dall’Associazione culturale Leali delle Notizie con il contributo del Comune di Ronchi dei Legionari, della Banca di Credito Cooperativo di Turriaco e della Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia. La complessità di salvare le Casette e di un eventuale recupero della zona, è emersa nell’intervento del sindaco Vecchiet. Difficoltà che nascono innanzitutto a livello urbanistico poiché il terreno è del Comune ma le case sono di proprietà dell’Ater. Inoltre finanziamenti dalla Regione non ci sono e neanche l’Ater ha risorse per la loro sistemazione. Vecchiet ha tuttavia rassicurato che nell’area delle Casette non ci sarà alcuna colata di cemento. «All’inizio si parlava di casermoni, di piani di aumenti di cubature, poi, diminuite, della costruzione di un laghetto – ha ricordato il primo cittadino ronchese –. Posso assicurare che non è previsto nessun aumento di cubature o un calo del verde. Questa amministrazione è alle prese con una nuova variante che in base alle legislazioni vigenti si muove sulla base di pochissime espansioni. Nei prossimi anni, infatti, ci sarà un calo demografico, un aumento dell’età media, la richiesta delle abitazioni sarà destinata a calare». Il volume “Casette”, propone un affresco sulla realtà sociale dello storico quartiere Pater di Ronchi nato, con alterne vicende, 78 anni fa e nel quale sono raccolte testimonianze degli abitanti dal 2014 al 2017, di persone che vivono e di persone che hanno fatto la storia della comunità, di nostalgia e spirito di sacrificio. La copertina del libro è emblematica. Riporta, infatti, un gruppo di lumache che si portano a spasso sulla schiena le loro “casette”, luogo dove ripararsi dai pericoli, un luogo dove sentirsi al sicuro. Un’immagine rappresentativa che introduce la vita e le difficoltà di un rione che in passato ha vissuto fasi più o meno felici, ora una zona decadente e fatiscente e inadeguata col vivere moderno. Alcune di esse hanno l’ingresso dell’abitazione murato per evitare occupazioni abusive. Un quartiere in passato era considerato proprio dai ronchesi di “Serie B”.  L’obiettivo di oggi resta comunque di salvare il rione.

Riflettori puntanti sul Graphic Journalism al Festival del Giornalismo di Ronchi dei Legionari

CLAUDIO CALIA
Claudio Calia

Il “Festival del Giornalismo” di Ronchi dei Legionari, alla sua quarta edizione, si terrà dal 5 al 9 giugno 2018 negli spazi comunali adiacenti la piazza principale cittadina e la storica Villa Vicentini Miniussi. Previsti quest’anno anche alcuni eventi off, che invaderanno gli spazi interni del vicino Trieste Airport.

Tra le tematiche affrontate quest’anno: il turismo aperto a tutti, la voce delle minoranze nell’informazione, l’evoluzione della comunicazione radiofonica, il graphic journalism, i “cold cases” (casi di cronaca nera ancora aperti), i cambiamenti interni alla stampa cattolica.

La quarta edizione del Festival offrirà un’attenzione particolare al ruolo assunto dal medium fumetto nella scena editoriale e quindi giornalistica nazionale, sia in termini di restituzione di una molteplicità di nuove pubblicazioni disponibili nelle librerie non solo specializzate o nelle edicole, sia per la riflessione attenta e critica che molti autori del fumetto italiano e internazionale stanno promuovendo attorno ai fatti quotidiani e storici.

Il costante interesse di editori, media e lettori impone un approfondimento anche sull’utilizzo dell’arte sequenziale nell’esperienza giornalistica, sulla sua capacità di restituire quanto accade nel mondo, andando spesso ad affrontare, grazie ad una sensibilità artistica e autoriale o sfruttando le peculiarità del racconto per immagini, aspetti e tematiche anche di difficile collocazione.

Il giornalismo illustrato ha ottenuto da vari anni un posto di riguardo anche sulle principali testate nazionali, accostando alla rappresentazione della realtà l’indagine personale e psicologica propria di un nuovo genere letterario.

Molti sono gli autori italiani che si sono avvicinati a questo approccio narrativo, accompagnati da case editrici ormai non solo di settore. Sfaccettate appaiono le modalità con cui ciascuno di loro ha scelto di dedicarsi a quel percorso linguistico.

MATTEO STEFANELLI
Matteo Stefanelli

Il programma del Festival dedicato al fumetto prevede:

 

Mercoledì 6 giugno 2018, ore 18.00

Incontro con Vittorio Giardino, “La memoria sbiadita della frontiera. Il libraio di Praga” (organizzato dall’Associazione culturale ETRA di Monfalcone, che cura l’evento per Leali delle notizie).

Il giorno 6 giugno, alle ore 18.00, presso l’auditorium comunale di Ronchi dei Legionari, quale evento collaterale alla quarta edizione del Festival, sarà ospite Vittorio Giardino, uno dei maestri indiscussi del fumetto italiano e internazionale.

L’autore affronterà nell’occasione i temi a lui più cari: il racconto per immagini, l’impegno documentaristico, approfondendo contemporaneamente i fatti storici e le tematiche che hanno dato spunto alle storie narrate.

L’incontro sarà anche l’occasione per presentare l’uscita internazionale della sua ultima opera, “Le libraire de PragueIl libraio di Praga”, parte conclusiva della trilogia dedicata a Jonas Fink, personaggio da lui creato (Rizzoli Lizard ha pubblicato per l’occasione un volume dal titolo “Una vita sospesa”, che raccoglie l’intera saga e di certo uno dei graphic novel più importanti pubblicati nel 2018, per la sua gestazione pluriennale).

Il contesto in cui si sviluppano le narrazioni di Giardino sono le principali vicende del Novecento: l’antisemitismo, la Guerra di Spagna, la Primavera di Praga, gli Anni di Piombo. I suoi lavori, sempre sorretti da sceneggiature letterarie e dialoghi colti, sono caratterizzati da un disegno che rielabora la tradizione della linea chiara franco-belga, di cui Giardino è in Italia forse il principale esponente.

In collaborazione con il Festival, Vittorio Giardino sarà anche ospite giovedì 7 giugno, alle ore 18.00, della Libreria Lovat di Trieste (Viale XX settembre, 20). L’incontro porterà a conclusione i temi trattati con l’autore nella giornata del 6 giugno, permettendo, nell’idea degli organizzatori, di garantire al pubblico una disamina approfondita dell’autore e del suo testo, affrontata sotto punti di vista molteplici. Se a Ronchi dei Legionari verranno approfondite le vicende storiche e politiche correlate alla trama del testo, a Trieste verrà approfondita l’attività quarantennale dell’autore nel panorama del fumetto internazionale, approfondendo la costruzione del suo ultimo lavoro.

I due incontri costituiranno di fatto un incontro unico, a beneficio della narrazione attenta e speculativa dell’autore.

A dialogare con l’autore in entrambi i contesti Alessandro Mezzena Lona.

A coordinare gli incontri Roberto Franco dell’Associazione culturale ETRA di Monfalcone

Venerdì 8 giugno 2018, ore 18.30

Incontro con Claudio Calia, Gianluca Costantini, Elettra Stamboulis: “La

Elettra Stamboulis
Elettra Stamboulis

rappresentazione illustrata dei fatti: l’esperienza del graphic journalism italiano”

Il festival promuove un’occasione di approfondimento dedicata al graphic journalism con alcuni dei principali esponenti del fumetto italiano impegnati nel genere.

Il giorno 8 giugno, alle ore 18.30, presso la Piazzetta Francesco Giuseppe, saranno ospiti del Festival, Claudio Calia (“Porto Marghera. La legge non è uguale per tutti”, 2007; “È primavera. Intervista a Antonio Negri”, 2008; “Caro Babbo Natale…”, 2008; “Dossier TAV. Una questione democratica”, 2014; “Piccolo Atlante Storico Geografico dei Centri Sociali Italiani”, 2014; “Kurdistan. Dispacci dal fronte iracheno”, 2017), Gianluca Costantini e Elettra Stamboulis (“L’ammaestratore di Istanbul”, 2009; “A cena con Gramsci”, 2011; “Pertini fra le nuvole”, 2013; “Arrivederci Berlinguer”, 2013; “Diario segreto di Pasolini”, 2015; “Fedele alla linea. Il mondo raccontato dal graphic journalism”, 2017).

Durante la conversazione a più voci verranno richiamate le esperienze nazionali e internazionali degli autori, tradottesi tra l’altro nella collaborazione con le principali testate giornalistiche.

A moderare l’incontro sarà Matteo Stefanelli, direttore del web magazine quotidiano “Fumettologica”, esperto di comunicazione e uno dei principali promotori dell’attuale attenzione critica destinata all’arte del fumetto in tutte le sue forme e propagazioni.

 

Sabato 9 giugno 2018, dalle ore 10.00

Gianluca Costantini
Gianluca Costantini

Masterclass (a cura Associazione culturale ETRA di Monfalcone)

A margine degli incontri con gli autori ospiti promossi dal Festival si terranno due masterclass, dedicate al ruolo della critica e alle sue trasformazioni nella società “tecnologica”contemporanea e all’importanza dell’impegno diretto nel mondo esterno per la restituzione illustrata dei fatti.

Le due masterclass saranno tenute da Matteo Stefanelli, docente di linguaggi audiovisivi presso la Facoltà di Scienze politiche dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e Histoire de la bande dessinée italienne e Théories de la bande dessinée presso l’Ecole Européenne Supérieure de l’image di Angoulême, nonché direttore del web magazine “Fumettologica”, la pagina forse più importante dedicata in Italia all’informazione e alla cultura del fumetto e alle sue propagazioni, e da Claudio Calia, fumettista, uno dei principali autori del graphic journalism italiano, attivo per la casa editrice BeccoGiallo.

Le masterclass avranno luogo presso l’auditorium comunale di Ronchi dei Legionari.

Le masterclass sono gratuite e aperte a tutti.

Le prenotazioni possono essere anticipate fino al 8 giugno compreso, inviando una e mail ad Associazione culturale ETRA, info@culturaeticaetra.com.

Si prega di specificare nel testo la masterclass a cui si vuole assistere. E’ ammessa la prenotazione contemporanea ad entrambe le masterclass.

Le informazioni specifiche su tutti gli appuntamenti del Festival e il programma completo sono consultabili navigando all’interno di questo sito.