Conclusa la quarta edizione del Festival del Giornalismo

RONCHI DEI LEGIONARI – Un pubblico davvero imponente, attento ed emozionato, ha fatto da corollario, sabato sera a Ronchi dei Legionari, alla consegna della prima edizione del premio dedicato a Daphe Caruana Galizia, la cronista maltese uccisa nell’ottobre scorso, promosso dall’associazione culturale Leali delle Notizie ed inserito nella quarta edizione del Festival del Giornalismo. A vincere la prima edizione, scelta da un comitato scientifico all’interno di una griglia di candidati, è stata la giornalista Federica Angeli, che da molti anni combatte dalle pagine del quotidiano La Repubblica la mafia ostiense, ricevendo minacce e dovendo per questo vivere, prmai dal 2013, sotto scorta. A condurre la serata la giornalista di Rainews24, Emanuela Bonchino, mentre la sorella di Daphne, Corinne Vella, ha fisicamente consegnato il premio, un’opera in ceramica reazlizzata dall’artista Michele Petruz. Emozionatissima Federica Angeli che ha ripercorso le tappe della sua lunga battaglia non ancora giunta al termine. “I giornalisti non devono essere degli eroi – ha sottolineato Corinne Vella durante il suo intervento – ma persone normali che fanno il proprio lavoro. E’ necessario che tutti stiano vicino ai giornalisti, possibilmente davanti a loro per proteggerli”. Presente alla cerimonia, tra gli altri, l’eurodeputata Isabella De Monte. Il Festival ha ottenuto l’alto patrocinio del Parlamento Europeo. “Il buon giornalismo – sono state le sue parole – rappresenta uno strumento insostituibile di lettura e monitoraggio della realtà, stimolo per le classi dirigenti e voce dei territori. Per la politica deve essere interlocutore franco, a garanzia della società tutta. In una realtà dominata dai social network, in cui tutto sembra notizia ma in realtà spesso non corrisponde a vera e corretta informazione, il ruolo della stampa diventa ancora più importante. Eventi come il Festival del Giornalismo di Ronchi dei Legionari – ha continuato – rappresentano quindi momenti preziosi di confronto e riflessione, e contribuiscono a far sentire la voce di quanti, in ogni città e in ogni settore, non intendono piegarsi alle logiche del malaffare, dell’ingiustizia e della prepotenza. Per la nostra regione è motivo di orgoglio”. La serata, in una piazzetta Francesco Giuseppe gremita fino all’orlo, ha visto poi la conclusione con il panel “Scrivere la verità è morire di parole”, con gli interventi di Vittorio Macioce, caporedattore de Il Giornale, Rino Rocchelli ed Elisa Signori, i genitori di Andrea Rocchelli, fotoreporter ucciso in Ucraina, l’avvocato Alessandra Ballerini ed il presidente della Federazione nazionale della stampa italiana, Giuseppe Giulietti. A moderare il presidente dell’ordine dei giornalisti del Friuli Venezia Giulia, Cristiano Degano. L’uccisione di Daphne Caruana Galizia, giornalista e blogger maltese, ha scosso duramente la società civile internazionale e in particolare gli organi di informazione e i giornalisti di tutto il mondo. Ed è questo che ha spinto l’associazione ad interpellare la famiglia per indirre il premio, con la volontà di onorare la memoria, il coraggio e il lavoro di Daphne riconoscendo il lavoro e il coraggio di un operatore del mondo dell’informazione che si sia distinto, in Italia come all’estero, con le sue inchieste e le sue ricerche, mettendo a repentaglio la sua vita e spesso anche quella della sua famiglia “solo” cercando di svolgere con onestà il proprio lavoro.

Qui sotto alcune immagini scattate da Katia Bonaventura.

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