Riflettori puntanti sul Graphic Journalism al Festival del Giornalismo di Ronchi dei Legionari

CLAUDIO CALIA
Claudio Calia

Il “Festival del Giornalismo” di Ronchi dei Legionari, alla sua quarta edizione, si terrà dal 5 al 9 giugno 2018 negli spazi comunali adiacenti la piazza principale cittadina e la storica Villa Vicentini Miniussi. Previsti quest’anno anche alcuni eventi off, che invaderanno gli spazi interni del vicino Trieste Airport.

Tra le tematiche affrontate quest’anno: il turismo aperto a tutti, la voce delle minoranze nell’informazione, l’evoluzione della comunicazione radiofonica, il graphic journalism, i “cold cases” (casi di cronaca nera ancora aperti), i cambiamenti interni alla stampa cattolica.

La quarta edizione del Festival offrirà un’attenzione particolare al ruolo assunto dal medium fumetto nella scena editoriale e quindi giornalistica nazionale, sia in termini di restituzione di una molteplicità di nuove pubblicazioni disponibili nelle librerie non solo specializzate o nelle edicole, sia per la riflessione attenta e critica che molti autori del fumetto italiano e internazionale stanno promuovendo attorno ai fatti quotidiani e storici.

Il costante interesse di editori, media e lettori impone un approfondimento anche sull’utilizzo dell’arte sequenziale nell’esperienza giornalistica, sulla sua capacità di restituire quanto accade nel mondo, andando spesso ad affrontare, grazie ad una sensibilità artistica e autoriale o sfruttando le peculiarità del racconto per immagini, aspetti e tematiche anche di difficile collocazione.

Il giornalismo illustrato ha ottenuto da vari anni un posto di riguardo anche sulle principali testate nazionali, accostando alla rappresentazione della realtà l’indagine personale e psicologica propria di un nuovo genere letterario.

Molti sono gli autori italiani che si sono avvicinati a questo approccio narrativo, accompagnati da case editrici ormai non solo di settore. Sfaccettate appaiono le modalità con cui ciascuno di loro ha scelto di dedicarsi a quel percorso linguistico.

MATTEO STEFANELLI
Matteo Stefanelli

Il programma del Festival dedicato al fumetto prevede:

 

Mercoledì 6 giugno 2018, ore 18.00

Incontro con Vittorio Giardino, “La memoria sbiadita della frontiera. Il libraio di Praga” (organizzato dall’Associazione culturale ETRA di Monfalcone, che cura l’evento per Leali delle notizie).

Il giorno 6 giugno, alle ore 18.00, presso l’auditorium comunale di Ronchi dei Legionari, quale evento collaterale alla quarta edizione del Festival, sarà ospite Vittorio Giardino, uno dei maestri indiscussi del fumetto italiano e internazionale.

L’autore affronterà nell’occasione i temi a lui più cari: il racconto per immagini, l’impegno documentaristico, approfondendo contemporaneamente i fatti storici e le tematiche che hanno dato spunto alle storie narrate.

L’incontro sarà anche l’occasione per presentare l’uscita internazionale della sua ultima opera, “Le libraire de PragueIl libraio di Praga”, parte conclusiva della trilogia dedicata a Jonas Fink, personaggio da lui creato (Rizzoli Lizard ha pubblicato per l’occasione un volume dal titolo “Una vita sospesa”, che raccoglie l’intera saga e di certo uno dei graphic novel più importanti pubblicati nel 2018, per la sua gestazione pluriennale).

Il contesto in cui si sviluppano le narrazioni di Giardino sono le principali vicende del Novecento: l’antisemitismo, la Guerra di Spagna, la Primavera di Praga, gli Anni di Piombo. I suoi lavori, sempre sorretti da sceneggiature letterarie e dialoghi colti, sono caratterizzati da un disegno che rielabora la tradizione della linea chiara franco-belga, di cui Giardino è in Italia forse il principale esponente.

In collaborazione con il Festival, Vittorio Giardino sarà anche ospite giovedì 7 giugno, alle ore 18.00, della Libreria Lovat di Trieste (Viale XX settembre, 20). L’incontro porterà a conclusione i temi trattati con l’autore nella giornata del 6 giugno, permettendo, nell’idea degli organizzatori, di garantire al pubblico una disamina approfondita dell’autore e del suo testo, affrontata sotto punti di vista molteplici. Se a Ronchi dei Legionari verranno approfondite le vicende storiche e politiche correlate alla trama del testo, a Trieste verrà approfondita l’attività quarantennale dell’autore nel panorama del fumetto internazionale, approfondendo la costruzione del suo ultimo lavoro.

I due incontri costituiranno di fatto un incontro unico, a beneficio della narrazione attenta e speculativa dell’autore.

A dialogare con l’autore in entrambi i contesti Alessandro Mezzena Lona.

A coordinare gli incontri Roberto Franco dell’Associazione culturale ETRA di Monfalcone

Venerdì 8 giugno 2018, ore 18.30

Incontro con Claudio Calia, Gianluca Costantini, Elettra Stamboulis: “La

Elettra Stamboulis
Elettra Stamboulis

rappresentazione illustrata dei fatti: l’esperienza del graphic journalism italiano”

Il festival promuove un’occasione di approfondimento dedicata al graphic journalism con alcuni dei principali esponenti del fumetto italiano impegnati nel genere.

Il giorno 8 giugno, alle ore 18.30, presso la Piazzetta Francesco Giuseppe, saranno ospiti del Festival, Claudio Calia (“Porto Marghera. La legge non è uguale per tutti”, 2007; “È primavera. Intervista a Antonio Negri”, 2008; “Caro Babbo Natale…”, 2008; “Dossier TAV. Una questione democratica”, 2014; “Piccolo Atlante Storico Geografico dei Centri Sociali Italiani”, 2014; “Kurdistan. Dispacci dal fronte iracheno”, 2017), Gianluca Costantini e Elettra Stamboulis (“L’ammaestratore di Istanbul”, 2009; “A cena con Gramsci”, 2011; “Pertini fra le nuvole”, 2013; “Arrivederci Berlinguer”, 2013; “Diario segreto di Pasolini”, 2015; “Fedele alla linea. Il mondo raccontato dal graphic journalism”, 2017).

Durante la conversazione a più voci verranno richiamate le esperienze nazionali e internazionali degli autori, tradottesi tra l’altro nella collaborazione con le principali testate giornalistiche.

A moderare l’incontro sarà Matteo Stefanelli, direttore del web magazine quotidiano “Fumettologica”, esperto di comunicazione e uno dei principali promotori dell’attuale attenzione critica destinata all’arte del fumetto in tutte le sue forme e propagazioni.

 

Sabato 9 giugno 2018, dalle ore 10.00

Gianluca Costantini
Gianluca Costantini

Masterclass (a cura Associazione culturale ETRA di Monfalcone)

A margine degli incontri con gli autori ospiti promossi dal Festival si terranno due masterclass, dedicate al ruolo della critica e alle sue trasformazioni nella società “tecnologica”contemporanea e all’importanza dell’impegno diretto nel mondo esterno per la restituzione illustrata dei fatti.

Le due masterclass saranno tenute da Matteo Stefanelli, docente di linguaggi audiovisivi presso la Facoltà di Scienze politiche dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e Histoire de la bande dessinée italienne e Théories de la bande dessinée presso l’Ecole Européenne Supérieure de l’image di Angoulême, nonché direttore del web magazine “Fumettologica”, la pagina forse più importante dedicata in Italia all’informazione e alla cultura del fumetto e alle sue propagazioni, e da Claudio Calia, fumettista, uno dei principali autori del graphic journalism italiano, attivo per la casa editrice BeccoGiallo.

Le masterclass avranno luogo presso l’auditorium comunale di Ronchi dei Legionari.

Le masterclass sono gratuite e aperte a tutti.

Le prenotazioni possono essere anticipate fino al 8 giugno compreso, inviando una e mail ad Associazione culturale ETRA, info@culturaeticaetra.com.

Si prega di specificare nel testo la masterclass a cui si vuole assistere. E’ ammessa la prenotazione contemporanea ad entrambe le masterclass.

Le informazioni specifiche su tutti gli appuntamenti del Festival e il programma completo sono consultabili navigando all’interno di questo sito.

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Sabato 26 Maggio la presentazione del volume “Casette”

“Casette”: è questo il titolo del libro che, curato da Katia Bonaventura, Cristina Visintini e Luca Perrino, edito dall’associazione culturale Leali delle Notizie, sarà presentato sabato 26 Maggio 2018, alle 11, nella sala consiliare del palazzo municipale di Ronchi dei Legionari. A dialogare con gli autori sarà il giornalista e scrittore Roberto Covaz. Il libro è stato realizzato grazie alla collaborazione con l’Amministrazione comunale di Ronchi dei Legionari, la Banca di credito cooperativo di Turriaco e la Fondazione Cassa di risparmio di Gorizia.

Vi aspettiamo numerosi!!!

“El abita li de le casete”: un’espressione che racchiude tutto un mondo. Si, perchè per anni ed anni, quando il quartiere era davvero diverso, più bello, più florido, più verde di quanto non lo sia adesso, in tutta la bisiacaria e non solo a Ronchi dei Legionari, era questo, ovvio e significativo, il modo per indicare chi risiedeva in quello che era ed è il “Villaggio Pater”. Vivere nelle “casete” era uno stile di vita, era poter fruire di un giardino davvero immenso attorno alle costruzioni, ma vivere nelle “casete” era, per molti, luogo comune, vivere in case non case. Il modo con cui erano state costruite era significativo di questa convinzione e non c’erano altri posti in tutta la bisiacaria, così come nel resto della regione, dove ci fosse un quartiere intero realizzato non con i consueti canoni dell’edilizia. Era tutto un’altro vivere. Un vivere, abitare, sposarsi, mettere al mondo dei figli, coltivare l’orto e le viti, giocare per strada, rapportarsi in modo diverso e del tutto spontaneo con i vicini che, appunto, abbiamo voluto raccontare attraverso le pagine di questo libro. Non un trattato di storia, non un romanzo, non un progetto, ma un racconto tra immagini e testimonianze che ci ha permesso di costruire una pagina di storia di questo luogo, tra gioie e dolori, tra speranze e paure. Nella consapevolezza che i racconti sono tutti diversi, ma hanno anche un comun denominatore. Ovvero quello che il “Villaggio Pater” non è più quello del dopoguerra, non è più quello del boom ecomomico, non è più quello dove tutti conoscevano tutto di tutti e dove si era disposti a darsi una mano senza nulla pretendere in cambio. Raccontare le vite vissute di chi, qui, ci ha trascorso una vita. Raccontare com’è stato il loro vivere dentro queste case, il loro rapporto con gli altri. Raccontare la tristezza delle case abbandonate e murate. Ma raccontare anche le perplessità rispetto ai progetti di recupero via via proposti. Ecco che cosa ci interessava e cosa abbiamo voluto proporre con questo progetto. Il tutto, in primo luogo, attraverso le immagini che testimoniano proprio la quotidianità di ogni persona, immagini che propongono ritratti di donne e uomini in quello che è il loro vivere di ogni giorno in questo particolare rione cittadino. E, poi, i loro racconti, i loro aneddoti, i loro stati d’animo. Cercando, poi, pagine di storia che hanno accompagnato tanti e tanti anni di questo rione. La cui vita non è sempre stata facile ed agevole, ma, comunque sia, è sempre stata molto particolare. Sono trascorsi quancosa come 71 lunghi anni da quando l’allora governo fascista diede l’incarico all’impresa romana “Pater” di realizzare 58 abitazioni bifamiliari in un’area di oltre 100.mila metri quadrati, quali alloggi per il personale militare del vicino aeroporto. Tanti e tanti anni da quando, a seguito del decreto del prefetto della provincia di Trieste, queste costruzioni, fatte di elementi prefabbricati, vennero assegnate in proprietà all’istituto fascista autonomo delle case popolari per la provincia di Trieste, con l’obbligo di cederle in affitto alle famiglie domiciliate nel Comune di Ronchi dei Legionari sprovviste di adeguato alloggio. Ed allora furono ben 116 i nuclei familiari che ebbero la possibilità di avere finalmente una casa. La complessa e annosa questione riguardante le case “Pater”, ebbe inizio il 27 luglio 1939, quando l’allora Podestà di Ronchi, Daniele Ariis, inviò all’Istituto Fascista Autonomo per le case popolari di Trieste, una pressante richiesta di costruzione di case popolari nella cittadina di Ronchi dei Legionari. Pochi mesi più tardi, nell’ottobre 1939, venne ordinata la temporanea occupazione degli immobili situati nella città, per la costruzione di 60 casette, in quella che sarebbe diventata la borgata rurale Italo Balbo. Una borgata che, va detto, non è mai stata del tutto completata. Nei progetti originali, ad esempio, si trova persino lo spazio per la costruzione di una chiesa. Tanti e tanti anni, nel corso dei quali, usando il titolo di una canzone che furoreggiò al festival di Sanremo, sono stati spesi fiumi di parole. Sono stati promossi dibattiti e conferenze, ne n’è parlato persino in Parlamento, sino a quando, nel 1996, l’allora amministrazione comunale decide di produrre un primo piano di risanamento. Un progetto che non è mai piaciuto, sul quale tante e tante volte ha detto la sua il comitato dei residenti, decisamente contrario a quelle proposte. Quelle del 1996, come anche quelle di più recente annunciazione. Cittadini scettici nei confronti di progetti che avrebbero sconvolto il tessuto sociale di questo popoloso rione. Si è parlato delll’utilizzo della biotecnologia e della bioedilizia, qualcosa di inedito per la nostra regione. Si è parlato di spazio ad aree residenziali, non certo brutti ed anonimi “casermoni”, ma anche a spazi pubblici e ricreativi, zone pedonali e grandi spazi verdi. Una scommessa per il futuro che, però, non è ancora stata vinta. Invece la sistemazione edilizia e architettonica del villaggio non è stata effettuata neppure ai giorni nostri, anzi…. Non è ancora arrivato il momento di voltar pagine ed intanto il rione si è trasformato, molto spesso in negativo. Nel corso degli anni chi ci ha vissuto e ci vive, ha impegnato grandi capitali per fare della loro “casetta” un posto nel quale abitare in modo sempre più confortevole. Ma la desolazione che, oggi, li circonda, li fa sentire sempre più soli ed amareggiati. Le abitazioni murate, spesso, non sono state ripulire e la vegetazione ha preso il sopravvento. Davvero brutto, all’ingresso nord della cittadina, lo spettacolo che si offre al forestiero. Accanto alle “Casette” curate, ai giardini che da sempre sono l’orgoglio di chi abita in questo rione, ci sono quelle dove sono accumulate cataste di legna vecchia, di arbusti tagliati e mai portati in discarica e, poi, vecchi televisori, ciclomotori e decine e decine di sacchetti di nylon che contengono spazzatura. Ed è questo il “clima” che si vivere al quartiere “Pater” nel 2017. Un “clima” davvero diverso di quello al quale erano abituati specie coloro i quali, più avanti negli anni, qui ci hanno vissuto una vita. Condividere il proprio alloggio con una “casetta” disabitata e murata non è sempre facile. E, poi, negli anni passati, fece capolino, non proprio in maniera silenziosa, il fenomeno delle autoassegnazioni. Un fenomeno che fece paura. E da li la decisione di murare le abitazioni i cui affittuari erano deceduti o avevano trovato un altro posto dove abitare. A tutti loro, a tutti quelli che, nelle “casette” hanno speso un’esistenza, ma anche molto denaro, a chi è arrivato più recentemente e qui ha trovato il proprio “nido”, è dedicato questo lavoro, frutto dell’impegno di più persone, frutto di tanti ed interessanti incontri. Un lavoro che, nelle nostre speranza, vuole far capire meglio a chi passa lungo la via Redipuglia o si addentra lungo via Matteotti, che cosa sono, cos’erano e cosa potrebbero essere queste abitazioni, che, dentro pareti prefabbricate, racchiudono tutta una vita, tutta un’esistenza che merita il grande rispetto e la grande considerazione di tutti. Anche quando si vorrà, si potrà o si avranno le risorse economiche di dare un volto diverso a questo storico spaccato di vita cittadina.

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Presentata la quarta edizione del Festival del Giornalismo. Ecco il programma.

Organizzata dall’associazione culturale Leali delle Notizie, arriva a Ronchi dei Legionari la quarta edizione del “Festival del Giornalismo”, manifestazione che, come al suo esordio, avvenuto nel 2015, avrà come “palcoscenico” ideale l’elegante piazzetta Francesco Giuseppe I, spazio pubblico, suggestivo e raccolto, racchiuso tra l’auditorium comunale e Villa Vicentini Miniussi sede del Consorzio Culturale Monfalconese, alle spalle dell’auditorium comunale, ma che coinvolgerà quest’anno anche la sala Zappata del Trieste Airport e la salatte di Isa Isontina Ambiente. Presentata sabato nella sala del Consorzio Culturale del Monfalconese, l’iniziativa, dal 5 al 9 giugno, propone una serie di incontri dedicati al rapporto tra mondo del giornalismo e fruitori della notizia, che permetteranno al pubblico di confrontarsi con gli “addetti ai lavori”, che avranno il compito di spiegare come nasce una notizia, come viene cercata, approfondita e divulgata. Gli appuntamenti, presentati e condotti da un giornalista, daranno modo ai protagonisti della scena di rispondere ad alcune domande, di presentare la propria attività e di animare il dibattito su temi di attualità. “Il festival è nato nel 2015, quasi per scommessa ed ora sta raggiungendo dimensioni davvero importanti. Nel corso di 5 giorni ci saranno numerosi incontri e decine di ospiti, un programma che ha richiesto e richiede un grosso lavoro che cerchiamo di svolgere con attenzione e passione, sopratutto per cercare di dare al nostro territorio un prodotto culturale di qualità” ha spiegato il presidente dell’Associazione, Luca Perrino, ricordando che il dibattito sarà dedicato a temi di attualità tra i quali il turismo aperto a tutti, la voce delle minoranze nell’informazione, l’evoluzione della comunicazione radiofonica, i “cold cases” casi di cronaca nera ancora aperti, i cambiamenti della stampa cattolica, il fascino del grapich journalism. Novità dell’edizione 2018 il premio giornalistico dedicato a Daphne Caruana Galizia, la giornalista maltese uccisa in un attentato lo scorso ottobre, che un apposito comitato scientifico assegnerà ad un operatore del mondo dell’informazione che si sia distinto, in Italia come all’estero, con le sue inchieste e le sue ricerche, anche mettendo a repentaglio la sua vita e spesso anche quella della sua famiglia. Il premio, che ha avuto il patrocinio del Parlamento Europeo, verrà consegnato nella serata del 9 giugno nel corso di un incontro che affronterà l’importante tema delle stampa minacciata, degli attacchi anche fisici sferrati ai giornalisti, ricordando quanti hanno perso la loro vita sul campo per mantenere alta l’attenzione nei casi in cui non siano stati ancora individuati i responsabili di queste uccisioni. Per rendere l’importanza del festival, che aderisce al programma di alternanza scuola-lavoro con l’istituto comprensivo D’Annunzio di Gorizia e collabora con Coop Alleanza 3.0 e l’associazione Etra, basta citare alcuni numeri: 5 giornate di festival, 1 spettacolo teatrale/musicale, 1 masterclass sul grapich journalism, 2 mostre fotografiche, 3 presentazioni di libri, 8 incontri/dibattito, 56 ospiti. Alla presentazione del Festival 2018 ha portato il saluto dell’amministrazione comunale di Ronchi, il sindaco Livio Vecchiet. “E’ un festival che sta prendendo piede, apprezzato anche fuori dal nostro territorio. Il lavoro che l’associaizone sta svolgendo è serio e importante e siamo orgogliosi di ospitare questa manifestazione nel nostro comune, che investe con forza nella cultura. Investimento alto ma che rende davvero molto, non solo in termini di indotto, ma anche di pregio”. Da ricordare che gli appuntamenti del festival sono stati inseriti nel programma di formazione dell’Ordine dei Giornalisti-Consiglio Nazionale che contribuiscono all’acquisizione dei crediti formativi. L’iscrizione si può effettuare sulla piattaforma Si.Ge.F.

PROGRAMMA FESTIVAL DEL GIORNALISMO 2018

MARTEDÌ 5 GIUGNO 2018

ORE 20.00- SALA ESPOSIVIVA FURIO LAURI TRIESTE AIRPORT Inaugurazione di “Casette”, mostra della fotografa Katia Bonaventura

ORE 21.00- SALA CONVEGNI FILIPPO ZAPPATA TRIESTE AIRPORT “Turismo e disabilità: il viaggio è un diritto per tutti” Intervengono Roberto Vitali (Presidente di Villageforall), Giampiero Licinio (Presidente Fish FVG) Cristina Schiratti (Presidente di ANFFAS Onlus Udine e componente consiglio direttivo di ANFFAS Nazionale) In collegamento skype Jacopo Melio (Presidente associazione “Vorrei prendere il treno“ ) Introduce e modera Stefano Bizzi (giornalista Il Piccolo)

MERCOLEDÌ 6 GIUGNO 2018

ORE 18.00 – AUDITORIUM COMUNALE “La memoria sbiadita della frontiera. Il libraio di Praga” incontro con Vittorio Giardino Nell’occasione sarà presentato il volume dell’autore “Jonas Fink.Una vita sospesa” Introduce e modera Alessandro Mezzena Lona (giornalista)

ORE 20.00 – PIAZZETTA FRANCESCO GIUSEPPE I – INAUGURAZIONE DEL FESTIVAL DEL GIORNALISMO A seguire – Inaugurazione di “Una goccia di splendore: gli “Ultimi” da padre David Maria Turoldo a Fabrizio De André”, mostra del fotografo Luca D’Agostino

ORE 21.00 – PIAZZETTA FRANCESCO GIUSEPPE I Spettacolo musicale e teatrale “In direzione ostinata e contraria – Fabrizio De André” Parole e musica per un domani, Vivo ricordo di Fabrizio De André e don Andrea Gallo. Spettacolo ideato da Giuseppe Tirelli con l’Associazione Culturale Coro Le Colone e con la partecipazione straordinaria della cantante Luisa Cottifogli

GIOVEDÌ 7 GIUGNO 2018

ORE 18.30 – PIAZZETTA FRANCESCO GIUSEPPE I “Stampa cattolica: un’informazione al passo con i tempi?” Intervengono Giacomo Galeazzi (La Stampa) Marco Tarquinio (Direttore L’Avvenire) Gianfranco Svidercoschi (Vaticanista) Introduce e modera Mauro Ungaro (direttore Voce Isontina)

ORE 20.00 – SALA ISA ISONTINA AMBIENTE Presentazione del libro “Un Papa che divide?” di Gianfranco Svidercoschi. Dialogo con Don Renzo Boscarol. Introduce e modera Hubert Londero (giornalismo Il Friuli)

ORE 20.00 – PIAZZETTA FRANCESCO GIUSEPPE I “Sport e disabilità: il limite non è un ostacolo ma una sfida” Intervengono Emanuele Di Marino e Arjola Dedaj (Atleti paralimpici) Alberto Mazzanti (presidente nazionale Aibxc) Marco Frattini (Podista disabile). Introduce e modera Omar Costantini (direttore news VR1). In collaborazione con COOP ALLEANZA 3.0

ORE 21.00 – PIAZZETTA FRANCESCO GIUSEPPE I “A pista fredda: il delitto di Nada Cella” Intervengono Roberta Bruzzone (criminologa) Roberta Gentileschi (avvocato) Emiliano Boschetti (criminologo forense) Margherita di Biagio (criminologa) Laura Genovesi (avvocato). Introduce e modera Luana de Francisco (giornalista Messaggero Veneto)

VENERDÌ 8 GIUGNO 2018

ORE 18.30 – PIAZZETTA FRANCESCO GIUSEPPE I “La rappresentazione illustrata dei fatti: l’esperienza del graphic journalism italiano” Intervengono: Claudio Calia (autore) Gianluca Costantini (disegnatore e artista visivo) Elettra Stamboulis (art curator.) Introduce e modera Matteo Stefanelli (critico)

ORE 20.00 – PIAZZETTA FRANCESCO GIUSEPPE I Aperitivo letterario con Antonio Caprarica Presentazione del libro “Royal Baby” . Introduce e modera: Pietro Spirito (giornalista de il Piccolo)

ORE 21.00 – PIAZZETTA FRANCESCO GIUSEPPE I “…è che con la radio non si smette di pensare – evoluzione e successo dell’invenzione di Marconi” Intervengono Paoletta e Patrick (Radio Italia) Claudio Micalizio (direttore Radio Monte Carlo News) Paola Gallo (Radio Italia) Guido Corso (Direttore Rai sede regionale Fvg) Federico Morocutti (webradio Radio Tausia). Introduce e modera Margherita Reguitti (giornalista)

SABATO 9 GIUGNO 2018

ORE 11 – AUDITORIUM COMUNALE Masterclass sul Graphic Journalism, in collaborazione con ETRA. “Trasformazioni tecnologiche e mutazione della critica” con Matteo Stefanelli “Inside Graphic Journalism” con Claudio Calia

ORE 18.30 – PIAZZETTA FRANCESCO GIUSEPPE I “Senza dimenticare le proprie radici: il giornalismo delle minoranze linguistiche” Intervengono: Jurji Paljk (Direttore Novi Glas) Hatto Schmidt (caporedattore Dolomiten) Ilaria Rocchi (redattore capo Voce del Popolo e Panorama) Bojan Brezigar (ex direttore Primorski e rappresentante Midas-Minority Dailies Association) Aleksander Koren (direttore Primorski Dnevnik). Introduce e modera Silvia De Michielis (giornalista de Il Friuli)

ORE 20.00 – PIAZZETTA FRANCESCO GIUSEPPE I CERIMONIA DI CONSEGNA DEL PREMIO DEDICATO A DAPHNE CARUANA GALIZIA Presenta Emanuela Bonchino (giornalista Rainews24) sarà presente Corinne Vella, sorella di Daphne Caruana Galizia.

ORE 21.15 – PIAZZETTA FRANCESCO GIUSEPPE I “Scrivere la verità è morire di parole”. Intervengono Vittorio Macioce (caporedattore de Il Giornale) Paolo Borrometi (giornalista Agi e presidente Articolo 21) Vito Rocchelli ed Elisa Signori genitori di Andrea Rocchelli (fotoreporter ucciso in Ucraina) Alessandra Ballerini (Avvocato) Introduce e modera Cristiano Degano (presidente regionale Ordine del Giornalisti)

Sabato 12 Maggio la presentazione della quarta edizione del Festival del giornalismo

RONCHI DEI LEGIONARI – Torna a giugno la quarta edizione del Festival del Giornalismo di Ronchi dei Legionari. L’evento sarà presentato sabato 12 maggio, alle 11, nella sala conferenze di villa Vicentini Miniussi, sede del Consorzio culturale del monfalconese. Un appuntamento che, lentamente, sta entrando in modo preciso e puntuale nella vita culturale dell’Isontino e punta, con la sempre maggiore qualità di ospiti e di panel di discussione, a diventare punto cardine per quella che è la conoscenza dell’informazione e di coloro che, quotidianamente, stanno dietro ad una scrivania, ad un computer, ad una telecamera. E raccontano non solo il proprio territorio, ma tutto ciò che di bello e di meno piacevole accade attorno a loro. Il mestiere del giornalista, che Montanelli amava bonariamente deridere, è però sempre più in serio pericolo, sia nella sua serietà che nelle modalità in cui viene svolto. Ecco che giunge, sempre più pressante, la necessità di richiamare, per usare un giro di parole, alla professionalità della professione e, al contempo, ad una lettura e visione critica ma più fiduciosa del lavoro dei giornalisti. Da chi produce a chi fruisce, insomma, manca un filo diretto che il Festival, con la sua umiltà ma incessante costanza, cerca di creare. Dal 5 al 9 giugno la Piazzetta Francesco Giuseppe sarà il palcoscenico naturale per i cinque giorni del Festival organizzato dall’Associazione Culturale Leali delle Notizie, durante il quale i numerosi ospiti, più di quaranta, avranno l’opportunità non solo di relazionarsi su determinati temi, ma anche il pubblico avrà modo di interagire e di conoscere giornalisti a livello regionale, nazionale ed internazionale. Il tutto a pochissimi passi dal centro cittadino di Ronchi dei Legionari, nel cuore della Bisiacaria. Un evento imperdibile, che comincia anche a diramarsi su tutto il territorio comunale, puntando anche oltre. Di fatto, la quarta edizione vede non solo la piazzetta ma anche l’auditorium comunale, la saletta di Isa Isontina Ambiente e il Trieste Airport, con la sala espositiva Furio Lauri e la sala conferenze Filippo Zappata. Diciotto gli incontri totali, che si concluderanno sabato 9 con la consegna del premio dedicato alla memoria di Daphne Caruana Galizia, giornalista maltese uccisa ad ottobre perché svolgeva il suo lavoro di reporter scavando dove, per qualcuno, non avrebbe dovuto indagare. Il premio, oltre ad essere consegnato ad un operatore dell’informazione che ha messo a repentaglio la propria vita e quella della propria famiglia, sarà l’occasione per parlare ancora di libera informazione e di giornalisti minacciati ed uccisi. Perché nel 2018 è ancora difficile fare il giornalista puro in piena libertà.