Gioacchino Basile ospite stasera al Festival del Giornalismo

Gioacchino Basile, noto personaggio della lotta alla mafia, sarà ospite stasera (venerdì 17 giugno) al nostro  Festival, nell’incontro dedicato proprio al Giornalismo di Mafia Alla sua difficile vicenda personale è stata dedicata una fiction Rai “A voce alta”. Una presenza particolare che offrirà una visione diversa del fenomeno di cui neanche il nostro territorio è esente.

 Gioacchino Basile (Palermo, 16 giugno 1949) è un sindacalista italiano, che si è opposto alla mafia. basileNel 1971 viene assunto come operaio allo stabilimento Fincantieri, dove inizia a svolgere attività sindacale. Viene eletto rappresentante dei lavoratori nel consiglio di fabbrica nel 1988 e nel consiglio del CRAL aziendale l’anno successivo. In seguito alle sue denunce contro le compromissioni mafiose nell’azienda e al coinvolgimento dei lavoratori nella lotta contro la mafia, viene espulso dal sindacato (FIOMCGIL) nel 1990 e nello stesso anno licenziato. Dopo gli arresti dovute alle sue denunce e l’inserimento nel “Programma di protezione dei testimoni” per fatti di mafia, riottiene nel 1997 la tessera del sindacato (CGIL) e lavora come consulente nello stesso sindacato e per il sindaco di Palermo, incarico che svolge fino alla fine del 2001.

In seguito alla morte di Pio La Torre e all’arrivo a Palermo del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, iniziò ad interessarsi alla mafia. Nel maggio 1987 presenta alla procura di Palermo un primo esposto firmato da 120 lavoratori, con il quale denuncia la presenza della criminalità organizzata all’interno dello stabilimento navale. Contemporaneamente inizia a scrivere articoli di denuncia prima sul giornale aziendale (Dopolavoro Notizie) e quindi sulle testate giornalistiche locali. Scrive inoltre lettere di denuncia (nel 1988 al segretario del PCI Achille Occhetto, con 518 firme, e nel 1989 al sindaco di Palermo e alle associazioni cittadine, con 750 firme). In seguito alle denunce il suo ufficio viene distrutto. Anche dopo l’espulsione dal sindacato e il licenziamento continua la sua attività di denuncia. Il 20 ottobre del 1994, a seguito di 700 lettere di richiesta, viene ricevuto dalla presidente della Commissione antimafia, Tiziana Parenti. L’8 marzo 1995 c’è la prima condanna, a quattro anni di reclusione di uno dei personaggi coinvolti nelle vicende della Fincantieri e il 12 luglio del 1997 viene emanato un mandato di cattura per numerosi altri personaggi. Il 26 maggio del 1999 viene pubblicata la relazione conclusiva della Commissione antimafia sulle compromissioni tra Fincantieri e la mafia e sulle omissioni istituzionali nella vicenda. Nel 1999 costituisce l’associazione Antiracket di Palermo, della quale venne eletto presidente, restando in carica fino alle sue dimissioni nel 2001. Sempre nel 1999 dopo la relazione conclusiva della Commissione antimafia sui fatti da lui denunciati, viene imposta la sua riassunzione in Fincantieri, da cui tuttavia si dimette nello stesso anno. Nel 2002 è consulente per la fiction televisiva Rai, “A voce alta”, dedicata alla sua vicenda. Nel 2003 ha l’incarico di consulente esterno per il Ministero dell’Interno per il Programma operativo nazionale “Sicurezza per lo sviluppo del Mezzogiorno d’Italia”. Per due mesi nel 2004 diventa consulente del sindaco di Monfalcone, dimettendosi pubblicamente per divergenze con l’amministrazione comunale. Nel 2008 si candida alla presidenza della Regione Friuli-Venezia Giulia con la lista civica “Amici di Beppe Grillo Friuli-Venezia Giulia”.

Nel 2002, in occasione della consulenza per la fiction televisiva “A voce alta”, si occupa dell’uccisione di Paolo Borsellino e ritiene che la morte del magistrato fosse legata alle vicende della Fincantieri.Nell’ottobre del 2007 ha fondato l’associazione “Centro studi Astrea” di cui è presidente. Nel luglio del 2011 Gioacchino Basile ha accettato la candidatura a sindaco di Palermo propostagli da Forza Nuova.

 

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