“Un albero indiano” film documentario di Silvio Soldini e Giorgio Garini arriva a Ronchi in auditorium comunale, sabato 14 maggio alle 20 grazie alla collaborazione tra l’associazione Leali delle Notizie e l’Auser

  “Un albero indiano” film documentario di Silvio Soldini e Giorgio Garini arriva a Ronchi in auditorium comunale, sabato 14 maggio alle 20 grazie alla collaborazione tra l’associazione Leali delle Notizie e l’Auser

Il film documentario nato sull’esperienza dello scultore non vedente Felice Tagliaferri promuove i valori dell’integrazione, comprensione e solidarietà. E fa capire che non esistono persone abili e persone disabili ma , tutti hanno le loro disabilità, tutti possono trovare le loro abilità

 

Arriva a Ronchi dei Legionari, grazie all’Auser e all’associazione Leali delle Notizie con la collaborazione del Comune e della Biblioteca di Ronchi dei Legionari , il film-documentario di Silvio Soldini e Giorgio Garini “Un albero indiano” che testimonia l’esperienza eccezionale intrapresa dal bolognese Felice Tagliaferri, lo scultore non vedente, ambasciatore dell’ Organizzazione Non Governativa Cbm Italia impegnata nella lotta contro le forme evitabili di cecità e disabilità nei paesi in via di sviluppo e dalla classe di bambini con e senza disabilità della Bethany School durante un corso di lavorazione della creta inaugurato da CBM Italia nell’aprile 2014. L’appuntamento è per sabato 14 maggio alle 20 nell’auditorium comunale di Ronchi, in piazza Unità d’Italia. Sarà presente lo stesso Tagliaferri, che dopo la proiezione, parlerà della sua straordinaria esperienza. E’ ancora in definizione la partecipazione alla serata dello stesso regista Silvio Soldini  (regista di “Pane e Tulipani” 2000 e “Agata e le tempesta” 2003 , “Giorni e nuvole” 2007, “Cosa voglio di più”2010). “Abbiamo voluto sostenere questa iniziativa – spiega il presidente di Leali della Notizie, Luca Perrino – perchè al di là del valore artistico e cinematografico del film di Soldini e Garini, la serata sarà occasione per la promozione di valori come l’inclusione, la solidarietà, l’affermazione della diversità come valore aggiunto. Anche come associazione che si occupa di comunicazione e buon giornalismo crediamo sia necessario contribuire anche con l’informazione all’apertura delle nostre menti e coscienze, per favorire la comprensione  e la riflessione. Perchè come dice Cbm: non esistono i disabili e gli abili, tutti hanno le loro disabilità, tutti possono trovare le loro abilità”. Il documentario di Silvio Soldini e Giorgio Garini è un reportage asciutto e intenso che esprime appieno i valori di CBM: l’inclusione, il lavorare insieme, l’apertura alle differenze. La voce narrante è appunto quella dello scultore non vedente Felice Tagliaferri, ambasciatore di CBM Italia, che avvia un corso di lavorazione della creta alla Bethany School, una scuola inclusiva sostenuta da CBM a Shillong, nella regione del Megalaya nel nord est dell’India, dove i bambini con disabilità studiano in classi miste, insieme a bambini senza disabilità. Felice, pur non conoscendo una parola della lingua locale, trova una modalità di comunicazione tutta sua con i bambini ciechi, sordi e sordo-ciechi che frequentano il laboratorio di creta. Riesce a insegnare loro a “fare il passo più lungo della gamba”, a osare. Giorno dopo giorno, gli allievi imparano a dar forma ai loro sogni e ci insegnano che tutti possono trovare la loro abilità e che da soli valiamo poco, ma è solo insieme agli altri che possiamo costruire un mondo migliore.

La Bethany non è una semplice scuola, ma un modello di vita e di pace dove i bambini con disabilità non imparano solo a leggere e a scrivere, ma anche a diventare autosufficienti e a sviluppare i propri talenti. Oggi la scuola ospita bambini con esigenze speciali perché disabili, orfani o abbandonati, vittime di abusi, spesso provenienti da aree rurali e da famiglie estremamente povere.

Dopo gli studenti, anche gli insegnanti hanno seguito il corso di Felice e, grazie al sostegno di CBM, hanno avviato un laboratorio di lavorazione della creta permanente aperto a bambini ciechi, sordi e senza disabilità presso la Bethany School.

 

Felice Tagliaferri

Felice Tagliaferri è uno scultore non vedente conosciuto per le sue abilità artistiche a livello internazionale. Diventato cieco all’età di 14 anni, ha intrapreso un percorso artistico molto personale, che lui ha riassunto nello slogan “Dare forma ai sogni”. Le sue creazioni sono infatti sculture non viste, che prima nascono nella sua mente e poi prendono forma attraverso l’uso sapiente delle mani, guidate da incredibili capacità tattili.

Silvio Soldini

Nato a Milano nel 1958, a 21 anni abbandona la facoltà di Scienze Politiche per frequentare un corso di cinema a New York. Dopo aver realizzato alcuni cortometraggi torna a Milano nel 1983 e gira il suo primo mediometraggio che ottiene riconoscimenti in vari Festival nazionali e internazionali. Nel 1984 costituisce con i suoi più stretti collaboratori la società di produzione Monogatari e l’anno successivo, con Voci celate, inizia la sua attività anche in campo documentaristico. Lo stesso anno realizza anche Giulia in ottobre, intenso ritratto femminile che ottiene il primo premio a Belluria. Nel 1989, gira il suo primo lungometraggio per le sale cinematografiche, L’aria serena dell’ovest, che registra un significativo successo di pubblico. Il film, presentato in concorso al Festival di Locarno, vince la Grolla d’Oro per la sceneggiatura a Saint-Vincent, il Grand-Prix del Festival di Annecy, il premio Migliore attrice a Patrizia Piccinini a La Boule ed è invitato a numerosi festival internazionali (Montreal, Rotterdam, “New Directors” al Moma di New York).
Nel 1993 il successo si ripete con Un’anima divisa in due, presentato in concorso al Festival di Venezia dove Fabrizio Bentivoglio vince la Coppa Volpi per il migliore attore protagonista. Nel 1997 realizza Le acrobate, selezionato in concorso al Festival di Locarno e al San Francisco International Film Festival, e premiato ai Rencontres Internationales de Cinema di Parigi e a Saint-Vincent con la Grolla d’Oro all’attrice Valeria Golino. Nel 2000 realizza Pane e tulipani, venduto in tutto il mondo, che gli frutta nuovamente il consenso di pubblico e critica. Il film vince 9 David di Donatello e 5 Nastri d’Argento. Nel 2001 sceglie il registro drammatico con il film Brucio nel vento, tratto da un racconto di Agota kristoff. Poi, di nuovo commedia, con Agata e la tempesta (2003). Dopo quattro anni di silenzio, nel 2007 torna al genere drammatico con Giorni e nuvole (2007), interpretato da Antonio Albanese e Margherita Buy, film in programma alla seconda edizione della Festa di Roma. Seguono Cosa voglio di più nel 2010 e Il comandante e la cicogna nel 2012. Seguono tre documentari due con Cbm “Per altri occhi – Avventure quotidiane di un manipolo di ciechi “(2013) e “Un albero indiano” (2014), oltre a “Milano 2015 2015, episodio Tre Milano)

Cbm Onlus

CBM Italia Onlus è un’Organizzazione Non Governativa impegnata nella lotta contro le forme evitabili di cecità e disabilità nei paesi in via di sviluppo. Fa parte di CBM International (Christian Blind Mission), organizzazione senza scopo di lucro attiva dal 1908 per assistere, curare, includere e dare una migliore qualità di vita alle persone con disabilità che vivono nei paesi più poveri. E’ composta da 11 associazioni nazionali (Australia, Canada, Germania, Gran Bretagna, Irlanda, Italia, Kenya, Nuova Zelanda, USA, Sud Africa e Svizzera) che insieme sostengono progetti e interventi di tipo medico-sanitario, riabilitativo ed educativo. Opera nei paesi del Sud del mondo in stretta collaborazione con i partner locali. Con questa filosofia di intervento e grazie al generoso aiuto di tanti sostenitori in tutto il mondo, nel 2013 CBM ha assistito circa 25 milioni di persone.

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Si parla di noi e del nostro nuovo appuntamento di Giugno. Ecco il link:

Ronchi dei Legionari, a giugno torna il Festival del giornalismo

Emozioni al centro visite Gradina in ricordo del fante Nicola Righetti

Emozioni e ricordo sono stati gli elementi principali della bella serata organizzata al centro visite Gradina, grazie alla collaborazione tra l’associazione culturale ronchese Leali delle Notizie e il comitato “Pro Chiesa di Plave, che hanno portato nello splendido scenario naturale del Centro visite Gradina lo spettacolo “Io qua sento il rumore del cannone…”, rappresentazione teatrale ispirata all’ultima breve ed intensa lettera scritta da Nicola Righetti, un fante bresciano del 17° reggimento fanteria, mentre si trovava a Cave di Selz, dove trovò la morte. La serata, che ha goduto del patrocinio del comune di Doberdò del Lago e della collaborazione dell’Associazione Zenobi, della Comunità Montana Vallesabbia, del Sistema Bibliotecario Brescia Est, dell’Associazione nazionale Fante-Federazione provinciale di Brescia, dei Forti del Garda.it e dell’Istituto del Nastro Azzurro è stata animata dal gruppo “La polenta sulle stoppe”, gruppo di giovanissimi ragazzi che hanno ricostruito gli ultimi anni di vita di Righetti morto il 29 marzo 1916 a Cave di Selz (in comune di Ronchi dei Legionari). La rappresentazione, basata sulla ricerca storica di Luca Agosti e imperniata sugli ultimi scritti del caduto che arrivava dal comune di Capovalle (Bs), ha accompagnato il pubblico nella vita quotidiana del fante trascinato suo malgrado dalla propria casa alla vita militare e nel cuore della battaglia in cui lascerà la vita. “Più che una serata teatrale, questa vuole essere una serata di ricordo e di memoria. E’ per questo – ha detto Luca Agosti – che abbiamo portato un vaso di terra di Capovalle e lo spargeremo sul Carso, e allo stesso modo raccoglieremo un po’ di terra rossa del Carso e la porteremo a Capovalle: sarà come riportare a casa il nostro Nicola. Negli anni ’20 i nostri nonni, dalle nostre parti, usavano tenere a casa un’urna con la terra del luogo dove erano morti i loro familiari: in questo modo potevano pregare per il loro figlio, marito, nipote, padre sentendoli vicino, anche senza poter raggiungere i luoghi dove effettivamente questi erano morti e sepolti”. Presente alla serata anche il sindaco di Capovalle, Natalino Grandi e due parenti di Nicola Righetti, che hanno voluto rendere omaggio ai luoghi che hanno visto le ultime ore di vita del loro congiunto. “Doberdò è stata terra di battaglia e morte. Morti che appartenevano a tante nazionalità diverse e a cui dobbiamo rendere omaggio in ugual modo” ha detto il sindaco di Doberdò, Fabio Vizintin chiedendo un minuto di silenzio in onore dei caduti. Attori e narratori sono stati Clelia Comensoli, Marta Secci, Edoardo Gazzina, Alberto Taffelli, con la supevisione teatrale di Emanuela Battaglia. Alla chitarra ha suonato Marco Piccini, alla voce Ilaria Magli. I costumi sono di Marisa Zaniboni, mentre il coordinamento e la ricerca storica sono di Luca Agosti.

Al termine dello spettacolo, l’Associazione culturale Zenobi e Comitato “Pro chiesa di Plave” hanno illustrato il progetto di restauro e ristrutturazione della chiesa di Plave, in territorio sloveno, a pochi chilometri da Nova Gorica, esempio concreto di collaborazione e amicizia transfrontaliera. Grazie al lavoro di tanti volontari italiani e sloveni, la piccola chiesa, dedicata a San Luigi, realizzata nell’ex cimitero militare di Plave, e che ormai era preda del degrado e della vegetazione è stata riportata alla luce, restaurata, sistemata e le è stata ridata la dignità che era nei progetti di chi quella chiesa costruì cento anni fa.  Un lavoro che deve essere ancora ultimato e che conta sull’aiuto e la generosità di quanti vorranno dare un contributo, ricevendo il cambio una copia del libro “La guerra vista da un idiota”, memoriale del notaio Giuseppe Personeni, un vero documento di denuncia delle scelleratezze commesse da alti comandi del Regio Esercito nei confronti della truppa e di quella generazioni di ufficiali ci complemento – gli “idioti” – che potevano tranquillamente andare all’altro mondo senza scombussolare i quadri degli ufficiali effettivi.

Da ricordare che l’associazione Leali delle Notizie sta già lavorando per l’organizzazione della seconda edizione del “Festival del Giornalismo”, che si terrà il 15, 16,17,18 giugno in piazzetta Francesco Giuseppe I, con dibattito, incontri e concerti.